sono per DELPIEEERO
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http://24oredisport.com/pizzul-mou-e-un-furbacchione/
La voce, “The Voice”, di tutti i telecronisti è stato raggiunto, telefonicamente, da Giovanni Montopoli. Bruno Pizzul, che ringraziamo, ha parlato della sua carriera, ha sorriso alla domanda sul Pizzul calciatore, ha sottolineato l’impresa dell’Udinese in Coppa Uefa, ha parlato di Champions League e ha detto la sua su Josè Mourinho. Il giornalista, nato a Udine nel 1938, ha giocato nel Catania, nella Cremonese e nell’Ischia, ma è entrato nel cuore di tutti gli italiani quando nel lontano 1968, dopo aver vinto il concorso nazionale per radiocronisti, è stato assunto dalla Rai ed ha cavalcato la strada del successo davanti ad un microfono.
Signor Pizzul, partiamo dall’inizio, si ricorderà la sua prima radiocronaca, di quale partita si trattava? Come è stato l’impatto con l’evento?
Dunque, mi sono avvicinato casualmente a questo mondo, nel senso che ho vinto un concorso in RAI e qualche giorno dopo, con mio stupore, mi inviarono a Como dove si giocava lo spareggio di Coppa Italia tra Bologna e Juventus. Poco tempo dopo andai in Messico come quarta voce, ero al cospetto di mostri sacri del giornalismo sportivo del calibro di Carosio e Martellini, un’emozione unica.
In oltre 30 anni di carriera, se dovesse scegliere le tre partite più belle che ha commentato…
Non è facile, per impatto emotivo direi le prime partite del girone di qualificazione dei mondiali in Messico. In particolar modo il quarto di finale tra Germania e Inghilterra disputata a Leon. Si giocava alle 12, sotto un sole caldissimo, dopo il doppio vantaggio degli inglesi la Germania rimontò e vinse ai tempi supplementari qualificandosi per quella partita che poi tutti noi ricordiamo, Italia–Germania. E’ stato meraviglioso commentare i Mondiali in Italia, ma della mia lunga carriera ricordo quel tragico evento, inaccettabile dal punto di vista umano, Liverpool–Juventus, finale di Coppa Campioni, una partita dai risvolti drammatici, dove il calcio è stato spazzato via da alcuni eventi che nulla hanno a che vedere con lo sport.
Ovviamente il suo nome viene associato alla VOCE REGINA della nazionale, ma del Pizzul calciatore cosa mi può dire?
(Il giornalista sorride) E’ un periodo della mia vita che non ricordo proprio volentieri, o meglio, ricordo con piacere le persone che ho conosciuto, la gente e i posti bellissimi che ho visitato. Ho giocato a Catania e Ischia, luoghi fantastici e calore umano invidiabile. Ecco, per queste cose ho un pizzico di nostalgia, ma la mia carriera calcistica la possiamo considerare inversamente proporzionale a quella che era la mia passione.
Non posso fare a meno di chiederle di Mourinho, che tipo le sembra? È un personaggio positivo per il nostro modo di intendere il calcio?
Mourinho è un furbacchione, indubbiamente ha avuto un fortissimo impatto mediatico, ha capito subito che parlando in maniera poco consueta avrebbe alimentato la propria immagine. Certo, in molte occasioni questo suo sbilanciarsi è stato controproducente soprattutto per la sua società, che trae spesso, si vantaggi, ma anche svantaggi dalle sua dichiarazioni. Questi suoi attacchi spesso “forti” verso altre società, anche nei confronti dei suoi stessi calciatori, certamente non hanno contribuito a far crescere un clima di serenità e di simpatia attorno alla squadra. Nonostante tutto, anche se molti ne parlano male, resta comunque un personaggio importante per il nostro calcio.
Capitolo Champions League: tutti parlano di superiorità inglese. Possiamo urlare anche alla sfortuna, oppure questo divario c’è ed è inavvicinabile?
In Italia siamo soliti a fasciarci la testa anzitempo e soprattutto ad analizzare il singolo risultato piuttosto che la prestazione. In una partita di calcio sono tante le componenti che sommate portano al raggiungimento di un singolo obiettivo, e questo obiettivo è appunto il risultato. Casualità, sorte e fortuna, non sono state dalla nostra parte. Prendendo in esame le tre partite delle italiane, possiamo dire tranquillamente che l’Inter è quella che ha sbagliato, ma non nella doppia sfida con il Manchester, ma ha toppato il girone di qualificazione. Qualificandosi come prima forse oggi sarebbe ai quarti. La Juventus ha disputato una discreta gara a Stamford Bridge, buona all’Olimpico, ma questo non è bastato. I soliti rigori hanno eliminato la Roma, che comunque, come le altre, è uscita a testa alta. Le società inglesi subiscono il terremoto “calcio-media” in maniera completamente diversa. Nella nostra nazione esiste una pressione mediatica estrema, basti pensare alla miriadi di trasmissioni sportive che fanno della moviola una ragione di stato.
Che idea ha lei della moviola?
Oggi c’è sicuramente un utilizzo spasmodico della moviola. Quando iniziammo in Rai, con Carlo Sassi, nei primi anni ‘70, la moviola era uno strumento che rispondeva ad una semplice curiosità, ci limitavamo a far vedere l’episodio senza però condirlo di giudizi personali. Oggi si parla troppo poco della patita in se. Il calcio è uno sport bellissimo, che può dar vita a discussioni infinite, discussioni sulla tattica, sui moduli, sui vari movimenti, ma purtroppo se ne parla poco, pochissimo.
Facciamo un passo indietro, torniamo in Europa e analizziamo la sua Udinese. Crede che la squadra sia attrezzata per andare fino in fondo alla competizione?
Difficile rispondere a questa domanda. L’Udinese è una buona squadra costruita in modo eccellente da una società che negli ultimi anni ha dimostrato che si può giocare al calcio senzaspendere un patrimonio. Il lavoro degli osservatori, sempre alla ricerca di giovani calciatori sconosciuti che arrivano in Italia in punta di piedi per diventare in seguito oggetto di grande interesse, è sensazionale. Basti pensare ai vari Inler, Asamoah, Sanchez, atleti di prospettiva. Teniamo sempre conto che nelll’Udinese ci sono ben 13 nazionali. Al momento però il futuro si chiama Zenit. In Russia non sarà affatto semplice.
Attualmente qual è la squadra che esprime il miglior gioco in serie A?
Questa è una bella domanda. Nonostante il primato in classifica non possiamo parlare di un Inter spettacolare. Inizialmente l’Udinese, ma poi ha avuto una flessione, poi il Cagliari, che, partito malissimo, ora si trova a lottare per un posto in UEFA. Inizialmente anche il Napoli di Reja ha dato spettacolo, il tecnico per me non ha colpe sul calo dei partenopei, ma forse è il Genoa la squadra più interessante, anche se la Roma, a pieno organico è spettacolare.
Ultimamente si è parlato della possibilità di una candidatura congiunta tra Italia e Francia per l’europeo del 2016. Le suonerebbe strano?
È assurdo pensare di organizzare una competizione Europea di questo livello in Italia, dove abbiamo stadi non all’altezza, e questo lo possiamo notare facendo un rapido giro in Europa, dove le strutture sono nuove, comode e attrezzate. Da noi siamo al livello di terzo mondo, impianti vecchi, inadatti, c’è il rischio di incappare in una figuraccia. E poi, Francia e Italia unica sede per l’Europeo? Andiamo, Belgio e Olanda, Austria e Svizzera, queste sono combinazioni possibili, non Francia e Italia.
Ringraziandola per la sua gentilezza le vorrei chiedere: esiste l’erede di Bruno Pizzul?
Non è mio costume stilare classifiche in questa materia, in giro vedo molti ragazzi preparati, che hanno dalla loro una grossa sfortuna, quella di non essere gli unici. La nostra generazione, parlo della vecchia guardia, sapeva che c’eravamo noi, punto e basta. Oggi c’è molta competizione e se mi permette mi piacerebbe sentire più spontaneità nelle cronache, senza prepararsi il compitino da leggere, sono le emozioni quelle che vanno trasmesse, il grande valore dello sport, deve essere una fabbrica di emozioni che il cronista deve essere bravo a far vivere agli ascoltatori.