giovedì, 26 marzo 2009
La storia ci ha insegnato non solo che l'Italia è un popolo di commissari tecnici, ma anche come qualunque selezionatore della Nazionale non sia mai riuscito ad accontentare neanche la metà dei “commissari tecnici” sparsi nel bel paese. Da Valcareggi a Vicini, da Zoff a Bearzot, da Trapattoni a Sacchi, da Maldini a Lippi. Quattro titoli conquistati dalla nostra Nazionale, che si accomoda sul secondo gradino del podio mondiale dietro solo al Brasile penta-campione, dovrebbero essere una garanzia che chiunque venga investito di questo onere/onore sia un tecnico uscito da quella che ultimamente è stata definita l'Università del calcio: Coverciano.

Invece, si torna sempre al punto di partenza. I dualismi, le convocazioni mancate, senza considerare minimamente che un CT non deve tener conto solo delle stelle che illuminano il palcoscenico nazionale, ma deve riuscire a gestire un gruppo, deve costruirlo con pazienza, amalgamando al meglio qualità tecniche ma non solo, deve farlo crescere con in mente il raggiungimento dell'obiettivo, e non può farlo con continuità, ma deve approfittare di quei 5/6 appuntamenti annuali che il compresso calendario concede.

Usciamo con le ossa rotte da quello che passerà alla storia calcistica come “il flop delle italiane” la mattanza perpetrata dalle squadre inglesi sulle nostre. Inglesi che dopo averci mortificato sono addirittura diventati punti di riferimento, per il modo di affrontare le gare, per la sicurezza psicologica conquistata. Ci siamo riempiti la bocca di complimenti e riverenze verso il popolo di Sua Maestà, poiché in Inghilterra si gioca al calcio, perchè in Inghilterra non ci sono pressioni, perchè in Inghilterra questo e quello, e nonostante tutto, noi che vorremmo essere nel nostro piccolo come loro, non riusciamo ancora a capire che il nostro male peggiore è proprio questo accanimento mediatico nei confronti di qualcosa o di qualcuno. Continuiamo a generare tensioni intorno ad un ambiente, che è il nostro ambiente, quello della Nazionale. Così come dovrebbe esserlo quello dei nostri club che prima di affrontare il triplo impegno europeo che erano dati già per perdenti in partenza, con la stampa inglese che esaltava i loro campioni e con la nostra pronta, in virtù di una presunta cultura calcistica, ad ammettere anzitempo la sconfitta.

Proviamo a pensare, anche solo per un minuto, di cosa ha realmente bisogno la nostra Nazionale per preparare al meglio l'impegno di qualificazione. Ha bisogno di continue domande sul perchè non è stato convocato questo piuttosto che quello, andando così a inficiare la sicurezza dei calciatori scelti dal CT? Oppure ha bisogno di un ambiente che regali una certa tranquillità, che pensi ad esaltare il lavoro di un tecnico, che è pur sempre lo stesso che ci ha portato a scendere in piazza e a vestirci con il tricolore per cantare a squarciagola “popopopopopppopoooooo”? Proviamo a pensare solo per una volta che forse le scelte di Lippi siano giuste, e che tutto questo rumore attorno a Cassano sia esagerato, viste anche le sue ultime apparizioni in azzurro. Cerchiamo di aiutare la nostra Nazionale stringendoci attorno a lei, e per una volta, cerchiamo di emulare gli inglesi in questo, perchè solo per questo sono da emulare, non per altro, dato che il calcio britannico, se è migliorato, non è sicuramente per merito loro.

http://www.goal.com/it/news/787/le-opinioni-di-goal/2009/03/26/1176062/lopinione-e-se-invece-lippi-avesse-ragione
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mercoledì, 25 marzo 2009
http://24oredisport.com/zaccarelli-sara-una-salvezza-difficile/

avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musella Antognoni Zaccarelli


Il Torino ha cambiato allenatore. Sulla panchina dei granata non ci sarà più Walter Novellino, ma siederà Giancarlo Camolese. Dopo diverse ore di trattativa, il nuovo tecnico ha accettato l’incarico che, in caso di salvezza, si prolungherà d una stagione, anche se l’ombra di Colantuono si fa imponente. Quest’ultimo è sponsorizzato da Rino Foschi, Direttore Sportivo del Torino e uomo di fiducia del Presidente Cairo.

Partiamo subito dalla difficile situazione del Torino. Terz’ultimo in classifica, 24 punti, in piena lotta per non retrocedere. Secondo cambio in panchina, torna Camolese. Il suo pensiero?
Credo che Giancarlo sia uno che conosce l’ambiente avendo già allenato il Torino. Se Cairo stesse cercando una persona capace di fare da collante anche con la tifoseria visto le ultime contestazioni della curva, con Camolese questo l’ha trovato.

Quali sono, ammesso che ce ne siano, le colpe di Novellino, e quali quelle della società?
Difficile dirlo. Novellino è subentrato in una situazione già delicata dopo De Biasi. Uno dei problemi di questo Toro è stata la difficoltà di far gol, a dispetto degli episodi, l’eccessiva sterilità offensiva è stato il principale problema senza considerare i molti attaccanti a disposizione.

Una volta si parlava di “cuore granata”. Dove è finito quell’orgoglio di vestire una delle casacche più prestigiose del nostro campionato? Colpa solo dei calciatori?
Il cuore granata è una bellissima cosa, ma per conoscerlo bisogna starci, bisogna frequentarlo, non si arriva da un anno a Torino e si scopre questo cuore. Giancarlo avendo giocato nel Toro oltre che averlo allenato, questo sentimento lo conosce bene, e il suo ritorno servirà a riportare un po’ di morale ad un ambiente che si stava spegnendo ultimamente.

Questa squadra ce la farà a salvarsi?
Sarà una salvezza molto difficile da raggiungere, ma se c’erano delle opportunità che questa si verificasse credo che con Giancarlo si possano avverare. Anche se devo dire che servirà trovare in fretta l’equilibrio giusto per ridare un po’ di prolificità ad un attacco anemico. I numeri parlano chiaro.

Torino è anche Juventus, come vede il cammino dei bianconeri in campionato, il margine di distacco dall’Inter è recuperabile?
Il margine è importante, anche se l’Inter deve venire a giocare a Torino contro la Juventus. Entrambe le squadre non avendo più impegni settimanali, eccezion fatta per il ritorno di coppa Italia, potranno preparare al meglio l’ultima parte della stagione,. Questo oramai è l’unico obiettivo perseguibile ed è importantissimo per l’Inter così come per la Juve, ma a pieno organico credo che solo l’Inter potrà perdere questo scudetto.

Come giudica il famoso “mal di pancia” di Ibrahimovic?
Mah, su queste cose, capisco che la stampa così come la gente in generale è attenta anche alle virgole, e quindi di conseguenza i giocatori devono misurare bene le loro dichiarazioni. Io credo sia stata una sensazione dettata dalla delusione dall’uscita in Champions, e poi sopratutto mi sembra una cosa talmente assurda, visto che Ibrahimovic ha un contratto fino al 2013. Inoltre ritengo che l’Inter sia una società che non possa permettersi di mandar via un calciatore sotto contratto, sopratutto uno della caratura dello svedese. Poi la storia del calcio è piena di episodi di questo genere, basti pensare a Zidane oppure a Buffon, ma attualmente non credo ci sia in giro qualcuno disposto a spendere 100 milioni di euro per un calciatore. Credo che siano solo polveroni alzati per crear polemiche, che francamente reputo inutili.

Per quanto riguarda invece Mourinho e le sue ultime esternazioni. Il portoghese ha detto di esser stato frainteso nella lettura della sua risposta in merito alla “perdita di dignità”. Lei che idea si è fatto sul tecnico lusitano, e sul suo impatto nel nostro calcio?
Io dico che sono dalla sua parte, lui è stato un po’ dirompente con alcune dichiarazioni che in tanti hanno sempre pensato ma che nessuno ha mai detto, creando un certo frastuono in un ambiente dove le dichiarazioni sono sempre uguali e scontate, basti ascoltare una semplice intervista di Ancelotti, Allegri o Giampaolo, le dico i primi tecnici che mi vengono in mente, possiamo tranquillamente cambiare i nomi dei soggetti, ma il significato sarà sempre lo stesso.

In ottica nazionale, come è noto l’Italia è la patria dei CT, quindi come ogni buona tradizione che si rispetti si sono formate le due correnti di pensiero. Cassano si, cassano no. Lippi ha optato per il NO, crede che sarà un NO definitivo? E per Santon prevede una convocazione a breve?
Noi siamo nati per questo, è il bello del nostro calcio, ma anche il nostro problema. Leggevo un intervista di Dossena del Liverpool in merito all’approccio delle squadre inglesi con le partite. Bene, in Inghilterra si aspetta la partita, concentrandosi solo ed esclusivamente sull’evento, senza lasciarsi influenzare dalle voci e dalle discussioni. In Italia noi siamo soliti arrivare ad un qualsiasi incontro in modo stressato. Per quanto riguarda Lippi e Cassano io non credo ci sia la volontà del CT di non convocare il calciatore, ma ogni allenatore ha le sue idee. Con Lippi abbiamo vinto un mondiale, molto difficile anche per le pressioni che c’erano in quel periodo. Se per un tecnico le sue idee di intendere un gruppo sono queste non spetta a noi convincerlo del contrario, in fin dai conti quello che si valuta è il risultato finale, e se il risultato sarà positivo allora ben vengano le sue scelte. Lo stesso discorso vale per Santon. Un ragazzo del 91, che ha disputato incontri di altissimo livello contro campioni senza subire il contraccolpo psicologico, per lui mi auguro un grande futuro sia con l’Inter che con la nazionale. L’unico consiglio che posso permettermi di dare sia a Cassano che a Santon è quello di continuare a lavorare bene, come stanno facendo, e prima o poi la scena azzurra si aprirà anche a loro, sono giovani con un futuro roseo davanti.

Giovanni Montopoli
ESCLUSIVA 24oredisport.com

 
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lunedì, 23 marzo 2009

Finiamo il campionato poi vedremo...vedremo cosa?

Per quanto mi riguarda lo svedese, che adoro sia chiaro, può andare tranquillamente via a fine stagione. Ibra vale 100 milioni? Bene...anzi benissimo...prende 12 milioni di euro a stagione? Meglio...sarei molto curioso di vedere chi, oltre al massimo benefattore è disposto a cacciare 12 milioni di euro all'anno per un calciatore che con Ajax, Juventus e Inter in Champions ha sengato, dagli ottavi in poi, ZERO RETI (zeru tituli).

Ci sono campioni e Campioni, per la maiuscola credo che dovrai aspettare ancora Genio, tira le bordate contro la Fiorentina, fai il cucchiaio alla Reggina e il gol di tacco al Bologna...poi quando si deve giocare per davvero e ti dimentichi di scendere in campo...”Ibra è un fenomeno? Vederemo.”


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mercoledì, 18 marzo 2009
sono per DELPIEEERO

da

http://24oredisport.com/pizzul-mou-e-un-furbacchione/

La voce, “The Voice”, di tutti i telecronisti è stato raggiunto, telefonicamente, da Giovanni Montopoli. Bruno Pizzul, che ringraziamo, ha parlato della sua carriera, ha sorriso alla domanda sul Pizzul calciatore, ha sottolineato l’impresa dell’Udinese in Coppa Uefa, ha parlato di Champions League e ha detto la sua su Josè Mourinho. Il giornalista, nato a Udine nel 1938, ha giocato nel Catania, nella Cremonese e nell’Ischia, ma è entrato nel cuore di tutti gli italiani quando nel lontano 1968, dopo aver vinto il concorso nazionale per radiocronisti, è stato assunto dalla Rai ed ha cavalcato la strada del successo davanti ad un microfono.

Signor Pizzul, partiamo dall’inizio, si ricorderà la sua prima radiocronaca, di quale partita si trattava? Come è stato l’impatto con l’evento?

Dunque, mi sono avvicinato casualmente a questo mondo, nel senso che ho vinto un concorso in RAI e qualche giorno dopo, con mio stupore, mi inviarono a Como dove si giocava lo spareggio di Coppa Italia tra Bologna e Juventus. Poco tempo dopo andai in Messico come quarta voce, ero al cospetto di mostri sacri del giornalismo sportivo del calibro di Carosio e Martellini, un’emozione unica.

In oltre 30 anni di carriera, se dovesse scegliere le tre partite più belle che ha commentato…

Non è facile, per impatto emotivo direi le prime partite del girone di qualificazione dei mondiali in Messico. In particolar modo il quarto di finale tra Germania e Inghilterra disputata a Leon. Si giocava alle 12, sotto un sole caldissimo, dopo il doppio vantaggio degli inglesi la Germania rimontò e vinse ai tempi supplementari qualificandosi per quella partita che poi tutti noi ricordiamo, Italia–Germania. E’ stato meraviglioso commentare i Mondiali in Italia, ma della mia lunga carriera ricordo quel tragico evento, inaccettabile dal punto di vista umano, Liverpool–Juventus, finale di Coppa Campioni, una partita dai risvolti drammatici, dove il calcio è stato spazzato via da alcuni eventi che nulla hanno a che vedere con lo sport.

Ovviamente il suo nome viene associato alla VOCE REGINA della nazionale, ma del Pizzul calciatore cosa mi può dire?

(Il giornalista sorride) E’ un periodo della mia vita che non ricordo proprio volentieri, o meglio, ricordo con piacere le persone che ho conosciuto, la gente e i posti bellissimi che ho visitato. Ho giocato a Catania e Ischia, luoghi fantastici e calore umano invidiabile. Ecco, per queste cose ho un pizzico di nostalgia, ma la mia carriera calcistica la possiamo considerare inversamente proporzionale a quella che era la mia passione.

Non posso fare a meno di chiederle di Mourinho, che tipo le sembra? È un personaggio positivo per il nostro modo di intendere il calcio?

Mourinho è un furbacchione, indubbiamente ha avuto un fortissimo impatto mediatico, ha capito subito che parlando in maniera poco consueta avrebbe alimentato la propria immagine. Certo, in molte occasioni questo suo sbilanciarsi è stato controproducente soprattutto per la sua società, che trae spesso, si vantaggi, ma anche svantaggi dalle sua dichiarazioni. Questi suoi attacchi spesso “forti” verso altre società, anche nei confronti dei suoi stessi calciatori, certamente non hanno contribuito a far crescere un clima di serenità e di simpatia attorno alla squadra. Nonostante tutto, anche se molti ne parlano male, resta comunque un personaggio importante per il nostro calcio.

Capitolo Champions League: tutti parlano di superiorità inglese. Possiamo urlare anche alla sfortuna, oppure questo divario c’è ed è inavvicinabile?

In Italia siamo soliti a fasciarci la testa anzitempo e soprattutto ad analizzare il singolo risultato piuttosto che la prestazione. In una partita di calcio sono tante le componenti che sommate portano al raggiungimento di un singolo obiettivo, e questo obiettivo è appunto il risultato. Casualità, sorte e fortuna, non sono state dalla nostra parte. Prendendo in esame le tre partite delle italiane, possiamo dire tranquillamente che l’Inter è quella che ha sbagliato, ma non nella doppia sfida con il Manchester, ma ha toppato il girone di qualificazione. Qualificandosi come prima forse oggi sarebbe ai quarti. La Juventus ha disputato una discreta gara a Stamford Bridge, buona all’Olimpico, ma questo non è bastato. I soliti rigori hanno eliminato la Roma, che comunque, come le altre, è uscita a testa alta. Le società inglesi subiscono il terremoto “calcio-media” in maniera completamente diversa. Nella nostra nazione esiste una pressione mediatica estrema, basti pensare alla miriadi di trasmissioni sportive che fanno della moviola una ragione di stato.

Che idea ha lei della moviola?

Oggi c’è sicuramente un utilizzo spasmodico della moviola. Quando iniziammo in Rai, con Carlo Sassi, nei primi anni ‘70, la moviola era uno strumento che rispondeva ad una semplice curiosità, ci limitavamo a far vedere l’episodio senza però condirlo di giudizi personali. Oggi si parla troppo poco della patita in se. Il calcio è uno sport bellissimo, che può dar vita a discussioni infinite, discussioni sulla tattica, sui moduli, sui vari movimenti, ma purtroppo se ne parla poco, pochissimo.

Facciamo un passo indietro, torniamo in Europa e analizziamo la sua Udinese. Crede che la squadra sia attrezzata per andare fino in fondo alla competizione?

Difficile rispondere a questa domanda. L’Udinese è una buona squadra costruita in modo eccellente da una società che negli ultimi anni ha dimostrato che si può giocare al calcio senzaspendere un patrimonio. Il lavoro degli osservatori, sempre alla ricerca di giovani calciatori sconosciuti che arrivano in Italia in punta di piedi per diventare in seguito oggetto di grande interesse, è sensazionale. Basti pensare ai vari Inler, Asamoah, Sanchez, atleti di prospettiva. Teniamo sempre conto che nelll’Udinese ci sono ben 13 nazionali. Al momento però il futuro si chiama Zenit. In Russia non sarà affatto semplice.

Attualmente qual è la squadra che esprime il miglior gioco in serie A?

Questa è una bella domanda. Nonostante il primato in classifica non possiamo parlare di un Inter spettacolare. Inizialmente l’Udinese, ma poi ha avuto una flessione, poi il Cagliari, che, partito malissimo, ora si trova a lottare per un posto in UEFA. Inizialmente anche il Napoli di Reja ha dato spettacolo, il tecnico per me non ha colpe sul calo dei partenopei, ma forse è il Genoa la squadra più interessante, anche se la Roma, a pieno organico è spettacolare.

Ultimamente si è parlato della possibilità di una candidatura congiunta tra Italia e Francia per l’europeo del 2016. Le suonerebbe strano?

È assurdo pensare di organizzare una competizione Europea di questo livello in Italia, dove abbiamo stadi non all’altezza, e questo lo possiamo notare facendo un rapido giro in Europa, dove le strutture sono nuove, comode e attrezzate. Da noi siamo al livello di terzo mondo, impianti vecchi, inadatti, c’è il rischio di incappare in una figuraccia. E poi, Francia e Italia unica sede per l’Europeo? Andiamo, Belgio e Olanda, Austria e Svizzera, queste sono combinazioni possibili, non Francia e Italia.

Ringraziandola per la sua gentilezza le vorrei chiedere: esiste l’erede di Bruno Pizzul?

Non è mio costume stilare classifiche in questa materia, in giro vedo molti ragazzi preparati, che hanno dalla loro una grossa sfortuna, quella di non essere gli unici. La nostra generazione, parlo della vecchia guardia, sapeva che c’eravamo noi, punto e basta. Oggi c’è molta competizione e se mi permette mi piacerebbe sentire più spontaneità nelle cronache, senza prepararsi il compitino da leggere, sono le emozioni quelle che vanno trasmesse, il grande valore dello sport, deve essere una fabbrica di emozioni che il cronista deve essere bravo a far vivere agli ascoltatori.

postato da: montelli alle ore 09:18 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 16 marzo 2009

Dipendesse da me, e fortunatamente non dipende da me, ogni anno il pallone d'oro bello appena sfornato dalla zecca della UEFA o se preferite di France football, lo consegnerei nelle mani di Gerrard.

Una coppa dei campioni vinta con il Liverpool, una finale persa, “zeru tituli” nel campionato inglese, ma ogni anno, Champions o Premier, gol e prestazioni oltre l'umano. Insomma, per uno che di professione fa il centrocampista avanzato, seconda punta, esterno (si ha fatto pure quello) incontrista con Alonso, e sempre, puntualmente, cascasse il mondo, in gol. Da qualunque posizione, in qualunque partita, in qualsiasi competizione. Ecco, io capisco che nell'anno dei mondiali il pallone d'oro lo debba vincere il capitano della nazionale campione del mondo (perchè poi?) che addirittura poliomelitico Sammer ne abbia una copia nella sua preziosissima bacheca, non discuto che l'abbia vinto Ronaldo, Cristiano Ronaldo e Ronaldinho, ma che uno come Gerrard non abbia mai, mai, mai, alzato quel trofeo mi sembra mortificante.

Intanto per sopperire all'infortunio di briciolina di pane Abbiati, allego il video di un portiere che potrebbe fare al caso dei cuginetti.

http://www.corrieredellosport.it/video/calcio/2009/03/15-10586/Portiere+entra+nel+panico+e+si+perde+il+pallone


postato da: montelli alle ore 16:41 | Permalink | commenti
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mercoledì, 11 marzo 2009

Avevo scritto tre post, ma alla fine facevano piuttosto schifo...in sostanza il concetto c'è, tutto parte da sta storia dell'uscita a testa alta. Non esiste l'uscita a testa alta. O si vince, o si perde. La testa alta non se la ricorda nessuno, una magra consolazione della quale francamente non so cosa farmene.

Mi sparo i rigori della Roma. Speriamo bene...almeno una.

beh...un pò pirla ci sei...

ps: si, ho disattivato l'account da Facebook...se mi volete sfottere lo potete fare su questo fantastico bloggghe, oppure spendete 20 centesimi per un sms...meglio per una telefonata.

postato da: montelli alle ore 22:20 | Permalink | commenti (9)
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lunedì, 09 marzo 2009

Si ama e si odia, il suo modo di giocare può piacere e far irritare, le sue esultanze, le sue smorfie, il suo presenzialismo in riviera, ma alla fine a 36 anni con 298 gol all'attivo, i numeri e i trofei sono tutti dalla sua parte.

Personalmente per quanto mi riguarda, il suo odiosissimo modo di festeggiare qualunque rete sia quella realizzata contro l'albinoleffe che il sigillo nella finale di champions, quella corsa verso la bandierina, braccia che tagliano istericamente l'aria e volto sfigurato dalla gioia, ho imparato comprenderlo bene quando per la prima volta, in un campionato di infima categoria, ho realizzato la mia prima rete ufficiale, anche se alla storia passerà come gol di Francesco Conte (a Frà, hai fatto un cazzo di gollaccio, di quelli che non si dimenticano) causa taroccamento di cartellino.

Personalmente non avrei mai immaginato di scrivere due righe per celebrare Pippo(a) Inzaghi, e ancora in questo momento non ci credo, magari non pubblicherò mai questo post, ma alla fine, la vetta della classifica ha miracolosamente reso sportivo anche il sottoscritto, che dopo il passo di tifare in Champions le italiane (non sono sicuro che riuscirei anche nell'impresa di tifare milan...), si trova ad onorare uno che fino allo scorso anno avrebbe preso a bastonate sulla schiena.

Magari non riuscirà ad arrivare a quota 300 prima di appendere le scarpette al chiodo fatidico, difficile, ma a questo punto gli auguro di arrivarci il prima possibile così magari il suo “trapasso” da atleta sarà più leggero.


postato da: montelli alle ore 13:15 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 04 marzo 2009
...
...che sia un grosso comunicatore credo sia oramai superfluo dirlo, ma il passaggio su Spalletti è meraviglioso. Genio allo stato puro.
postato da: montelli alle ore 11:36 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 02 marzo 2009
Bruno Conti su Balotelli: "Mourinho deve avergli insegnato anche l’educazione". Ipocrisia e piagnisteo al top. Deve invece averlo imparato da Totti: "Ho fatto il gesto delle orecchie [alla Nord] perchè mi avevano insultato fino a quel momento". Invece il verso della scimmia è da giustificare: non è colpa dei tifosi romanisti se Balotelli è abbronzato.
Comunque la Roma gioca il calcio più bello d'Italia. Peccato non serva a un cazzo, ma è giusto dirlo.
si...si...non era rigore...
postato da: montelli alle ore 11:43 | Permalink | commenti (16)
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