lunedì, 22 dicembre 2008

Nello Governato è un uomo di calcio, poliedrico come pochi. Ha giocato, è stato giornalista e dirigente, e molti lo ricordano come direttore sportivo di Juventus e Lazio. Ma è soprattutto uomo di cultura, e debbo dire che questa sua ultima fatica letteraria ci ha sorpreso. Non sapremmo come definirla: biografia, racconto storico? La storia di Matthias Sindelar, specialmente il suo atto finale, meritava di essere raccontato. Molti lo hanno fatto con articoli o documentari, lo scrittore Friedrich Torberg gli ha dedicato una poesia, “Auf den Tod eines Fußballers” (”Sulla morte di un calciatore”). Nessuno ancora, prima di Governato, aveva utilizzato la forma del romanzo. 

Il racconto inizia il giorno in cui la Germania annette (ma sarebbe meglio dire invade) l’Austria. Molti viennesi sono entusiasti, e assistono alla marcia dei soldati del Reich sotto una pioggia sporca e incessante. Le scuole sono vuote: Camilla Castagnola, ebrea milanese che insegna italiano in una scuola superiore, è sola in classe. I suoi alunni sono tutti fuori a festeggiare, e molti di loro passeranno in brevissimo tempo dalla stima nei suoi confronti al disprezzo, ovviamente per motivi razziali. A nulla giova che la giovane sia fidanzata con il più famoso calciatore austriaco, Sindelar appunto.

Comincia così l’odissea dei due innamorati, conosciutisi quattro anni prima in occasione dei mondiali italiani, in cui Sindelar fu picchiato ai limiti della tortura da Luisito Monti, e dovette essere ricoverato nella clinica Ambrosiana. La vita serena della coppia svanisce: Camilla viene esonerata dall’incarico, e Matthias subisce continue pressioni affinché giochi con la nazionale tedesca, nei mondiali francesi che incombono. Il Wunderteam austriaco, memore degli insegnamenti del grande Hugo Meisl, gioca la sua ultima partita proprio contro i tedeschi, vincendo 2-0. Sindelar e il compagno di squadra Sesta si rifiutano di fare il saluto nazista davanti alle autorità.

Da qual momento, Matthias è spesso convocato dall’emissario della Gestapo a Vienna, dove decide di rimanere nonostante abbia l’occasione per scappare. Prima a Zurigo, dove vive il presidente della sua Austria Vienna, fuggito perché ebreo. Poi a Parigi, dove si reca per seguire la finale di un mondiale a cui non ha voluto partecipare, in tribuna con i giocatori italiani. Evento, quest’ultimo, che il Reich strumentalizza a dovere. Lasciata Parigi, trascorre un’ultima vacanza con Camilla in Italia, poi torna nella capitale austriaca dove, in un’escalation di eventi (nella notte dei cristalli vede distrutto il caffé di sua proprietà), troverà la morte insieme all’amata in una fredda notte di gennaio. Secondo molti è stato suicidio, per altri una stufa difettosa.Governato porta avanti invece la tesi dell’omicidio di regime, rafforzata dal fatto che prima dei pompieri nell’appartamento siano entrati gli uomini della Gestapo. Non ci è dato sapere se l’autore abbia ragione, ma a nostro avviso alla fine poco importa: Sindelar, “i piedi di Mozart”, il più grande giocatore austriaco di tutti i tempi, ha vissuto da campione, e da campione è morto. Un grandissimo attaccante –secondo Governato- che ha guidato il Wunderteam dentro e fuori dal campo, con metodi democratici in un periodo di dittature. La sua ultima partita, quella dell’addio, è stata comunque vincente.

postato da: montelli alle ore 09:18 | Permalink | commenti (3)
categoria:
venerdì, 19 dicembre 2008
Posto (copio ed incollo) qualche commento dei tifosi dei Red Devils al momento del sorteggio, presi dal loro forum di riferimento.

- Fuck big team for us now (3 min. prima della certezza del sorteggio);
- Anything but Inter please !!! (2 min. prima del sorteggio)
- Inter for us then (con la faccina impaurita al termine della frase);
- Fuck we're gonna get Inter I know it
- Happy with Inter and Jose.
- we got inter lets do it cunts
- Fucks sake
- Im not happy with that at all - could have done with a far easier match
- Fuck I wanted anybody but inter...
- Surprise surprise, we got the toughest possible draw.
- Worst possible draw we could have got.
- arse got the best draw ffs
- could have been easier, but inter and the italian league in general are no great shakes....we definitely go in as strong fvourites!!!!.........Id say inter fans are cursing their luck!!!
- it's always the hard way
- Horrible draw... I fear Inter...
- We suck at the san siro on top of having a poor record against jose,not to forget we lost 2-3 to inter last season in a friendly at home after going 0-3 down.
- If Panathinaikos can beat them at there home ground, then we certainly can.
- I am not happy at all with getting Inter
- It's basically the worst draw we could have got out of all the possibilities but we can beat anyone on our day. We'd have been better off finishing second in our group ironically. (questo si sta cagando addosso)
- Fuck... we lost 3-0 at san siro last time we play there
- Quality draw. I love the San Siro.
postato da: montelli alle ore 16:00 | Permalink | commenti (6)
categoria:
mercoledì, 17 dicembre 2008

Un'idea del Presidente Luca Pomponi; contro il Frosinone il Pisa avrà sulle maglie il logo che simboleggia le due vittorie nella Mitropa Cup.

La Mitropa Cup è un trofeo che a partire dal 1980 fino al 1992, prevedeva che a perteciparvi fossero i club che vincevano i rispettivi campionati di Seconda Divisione (Serie B) e, nella sua ultima versione, le uniche squadre di blasone che vinsero il torneo furono il Milan e il Torino. Gli altri club italiani ad avere vinto questo trofeo  sono stati l'Ascoli, il Bari, il Pisa due volte e l'Udinese.

Proprio così... Il Pisa del glorioso Presidente Romeo Anconetani vinse la Mitropa Cup nel 1986 e nel 1988, potendosi vantare così di ben due titoli a livello europeo. Ancora non è dato di sapere dove sarà posizionato il logo e quale forma avrà ma di sicuro il Presidente Pomponi ha dimostrato ancora una volta la propria sensibilità per tutto quello che riguarda il glorioso passato del Pisa e soprattutto per l'eredità lasciata la Presidentissimo Romeo a tutti i suoi successori.

postato da: montelli alle ore 10:52 | Permalink | commenti (7)
categoria:
venerdì, 12 dicembre 2008
...giusto il tempo di segnalarvi la mia ultima rete  da ventenne nel torneo di calcetto (si, sto facendo un torneo...) SanMartino...14 squadre...le Lasagne, che poi Lasagne non sono, sono orgogliosamente ultime in classifica...però...però...il 10 dicembre grazie al gol del 2-2 firmato dal sottoscritto al minuti 2.20 del video, portano a casa il primo prezioso punto!!!

Inutile dire che l'arancione non mi dona particolarmente...

postato da: montelli alle ore 10:10 | Permalink | commenti (7)
categoria:
sabato, 06 dicembre 2008

Il Nou Camp, o il Camp Nou, un luogo dello spirito...ricco di tranelli per i bimboni...

Dopo aver visitato tutto il visitabile riesco a guadagnare il lasciapassare per la visita al Camp Nou...sono le 14 del secondo giorno a Barcellona, da Park Guell ennesima struttura concepita da quel deviato di mente di Gaudì a Santa Cristina, fermata della metro per il Nou Camp ci sono “solo” SEDICI fermate in mezzo...

accanto alla facoltà di medicina svetta imponente lo stadio della squadra che è MES Què UN CLUB...dall'esteno non è niente di speciale...molto meglio Santo Siro.

Guadagniamo l'ingresso con magno gaudio della patata, la visita allo stadio con annesso museo e Barcelona experience costa quanto la visita alla Casa Batllò di Gaudì...18 euri e pedalare...

Premetto che due delle quattro cose che volevo assolutamente vedere non le ho viste. In rigoroso ordine di preferenza

  • Coppa Campioni

  • Sala conferenza stampa

  • terreno di giuoco

  • spogliatoi


il secondo e il quarto non li ho visti...perfetto.

Il tour muove dal classico punto informazioni dove veniamo appunto informati di seguire le transenne gialle, senza oltrepassarle.

Scale verso il basso...stanza antidoping, CHIUSA, spogliatoio ospiti, CHIUSO, spogliatoio Barca, CHIUSO...bene...come inizio non c'è male...

il tunnel che porta al campo è bello spartano, alla faccia di quelle fighe che guadagnano mille milioni di euri, potrebbe essere benissimo un sottopassaggio del Rampigna, se ne avesse uno...

Piccola Cappella per preghiere prima di varcare la soglia d'ingresso...puff CAMPO...anche qui le amiche transenne impediscono di calcare il manto...anzi lo permettono fino al limite dell'area tecnica...le panchine sono coperte con un telo antipioggia...quindi manco il piacere di accomodarmi in panca...subito il primo tranello:”OLA, inglisc?” - “No, italiano.” - “ah, vuoi fare una foto con Messi?” e lo sguardo spazia in direzione di una sagoma del fuoriclasse argentino...”no, grazie...”

Si sale in tribuna autorità...anche qui i seggiolini sono coperti...quindi non mi posso accomodare neanche in tribuna...bene...foto di rito...e via verso l'anello più alto, dove i seggiolini sono scoperti...ma non ci si può sedere...vabbbbene...sempre più in alto...tribuna stampa..qui finalmente mi posso accomodare...e via foto a raffica...

secondo tranello:”ola, una foto con LA PORTA?” - “no, grazie...”

termina la visita dello stadio e si scende verso il museo Gamper.

Statue, monumenti e riproduzioni ti accolgono in quello che è un museo che nella prima parte raccoglie cimeli storici della società, dai primi scarpini, al pallone marrone, ai parastinchi, alle divise con i bottoni, passando per un paio di racchette da tennis e le evoluzione dei biliardini...arrivo finalmente nelle sale dei giorni nostri..,dagli anni 80 in poi...terzo tranello:”ola, una foto nella con i tifosi nella curva?” - “no, grazie...”affretto il passo...la vedo...eccola...la Coppa dei Campioni sotto vuoto...foto, minuti d'estasi...vengo preso per il braccio dopo un quarto d'ora di pura adorazione e mi sposto verso gli altri trofei...altra coppa dei Campioni, quella vinta contro la Samp...ricodo bene la partita e sopratutto la cascetta che mi prese...pur non tifando Sampdoria ricordo che al tempo feci un tifo indiavolato...accanto alla coppa gli scarpini di Rambo Koeman...ancora attimi interminabili di goduria smisurata...un paio di foto alle magliette storiche, compresa quella Robe di Kappa che dovrebbe avere ancora Robbiello, oramai usucapita (bbberda!!!) l'uscita è a quattro metri...ma prima ultimo tranello...”ola vuoi...” non rispondo nemmeno, ed entro nella stanzetta dove la foto avrebbe preso vita...in trance agonistica mi dirigo verso la coppa dei campioni (certo una riproduzione...ma immagino moooolto fedele...visto il peso e le dimensioni)...la prendo per le orecchie comincia a guardarmela...la giro e la rigiro...non so come mettermi, intanto la fotografa incalza...”guarda l'obiettivo” io non la caco e continua a guardare la coppa...tac...doppia foto che poi avrei potuto energicamente acquistare all'uscita...

guadagno l'uscita...vedo la foto...attimi di tensione...”prezzo?” - “18 euri” esitazione...suspance...mi rifaccio una botta di conti di quello che avevo speso fino a quel momento...la guardo...lo guardo...la guardo...lo guardo...la guardo...lo guardo...”no”...vado via il più velocemente possibile...sulle scalette ci ripenso...risalgo...lo guardo...la guardo...me ne vado.

Meglio così...non avrebbe avuto senso. Quando la vinceremo allora forse andrò a San Siro dove sicuramente faranno qualcosa di simile.


postato da: montelli alle ore 10:53 | Permalink | commenti (2)
categoria:

Visitor Map
Create your own visitor map!