mercoledì, 30 aprile 2008

Il Pdl intervenga subito, basta con le estorsioni: vogliamo più sicurezza quando negoziamo orge con i transessuali.

Ronaldo, nuovo problema alle ginocchia: ce le ha sbucciate.


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lunedì, 28 aprile 2008

Piano con gli entusiasmi: lo scudetto numero diciannove è ancora da vincere.

Moratti: "Mi piace Messi". Ma probabilmente lo vuole il Milan.

Per la rubrica “Non è buffo!”: finisce la stagione con Pato panchinaro e Balotelli titolare.


 La preparazione del Milan funziona: squadra in grande forma per guardarsi Champions la prossima stagione

ps: il mio blog prende iniziativa...ora i titoli sono in nero...ma io non ho cambiato nulla...bene cosi

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mercoledì, 23 aprile 2008

Un colpo duro, durissimo, da bloccare il fiato. Ha barcollato, è caduta in ginocchio con lo sguardo perso nel vuoto, con le mani giunte sullo stomaco.
Si è trascinata a terra per pochi istanti, il tempo di ritrovare la lucidità. Pescara sportiva ha trovato la forza di rimettersi in piedi. Si è piegata, ma non si è spezzata.
Con un assembramento pacifico sotto la Curva Nord ha urlato il proprio sdegno, la propria rabbia. Ha manifestato il proprio orgoglio sommergendo in un vero e proprio abbraccio giocatori e dirigenti per sugellare un patto di sangue che vivrà almeno fino al triplice fischio di Pescara-Lanciano. Uniti per coronare una rincorsa entusiasmante.
Le parole del Vice Presidente hanno toccato le corde più sensibili di ognuno dei presenti.
Parole che, dall'avvento del nuovo staff societario, sono sempre andate di pari passo con i fatti. Nulla sarà lasciato al caso, la trasferta dell'Arechi sarà affrontata con rabbia e determinazione. Ancora nessun sogno è stato infranto, il tempo del silenzio è ancora lontano, ora è il momento di gridare più forte di tutti gli altri.
Una cosa ci preme sottolineare: nello scorgere negli occhi di Francesco Soglia, la fermezza, la determinazione miste ad un pizzico di sincera commozione durante il "discorso" ai tifosi, abbiamo trovato la legittimità a credere che il futuro, aldilà di come terminerà questo campionato, sarà denso di soddisfazioni per chi ha a cuore questi colori.
Non sono solito parlare in prima persona negli articoli che scrivo, ma questa volta mi sento di fare uno strappo alla regola rivolgendomi direttamente a Gerardo Soglia:"Presidente, capisco la sua amarezza, ma ciò che è stato scritto questa sera è soltanto un ennesimo capitolo dell' umanità, della passionalità, dell'amore che questa città sa donare. Mi dia retta, Lei ne ha sfogliato soltanto le prime pagine, vedrà che non si stancherà mai di leggere e rileggere questo fantastico libro intitolato Pescara...".

www.forzapescara.com

Uagliù c'ha success!?
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martedì, 22 aprile 2008
Luciano Moggi s'è espresso negativamente sulla presenza di giocatori omosessuali nel mondo del calcio. "Non so se i calciatori siano contrari ai gay in squadra, io sicuramente lo sono, anzi, posso tranquillamente dire che nelle società dove sono stato non ne ho mai avuti - ha dichiarato l'ex-dirigente della Juventus - Non avrei mai voluto un giocatore omosessuale e non lo prenderei neanche oggi. Se dovessi sbagliare e ne scoprissi uno, farebbe prima ad andare che a venire. Forse sono un po' all'antica ma conosco bene il mondo del calcio e nel suo interno chi è gay non ci può vivere e non può fare il mestiere di calciatore". "Per questo penso che nel calcio non ci siano gay, né tra i calciatori, né tra i dirigenti: non è una questione di razzismo ma di ambiente e il calcio è un ambiente particolare, dove per esempio si sta nudi negli spogliatoi - ha aggiunto Moggi - Io stesso non ho amici omosessuali, frequento altre persone, anche se devo dire che gli omosessuali sono persone molto intelligenti e hanno la capacità di vedere le cose molto più di altri. Questo per dire che un gay non è certo da lapidar: il mondo del calcio, però, non è fatto per loro".

Aaaah...lo stile juventus...ma due paroline di disprezzo sui Neri e gli Ebrei no?!

"Quinidici punti in cinque partite per andare in Champions League e cosi' facendo raggiungeremmo anche un altro obiettivo, quello di far perdere lo scudetto all'Inter", Carlo Ancelotti si lascia scappare una battuta che fara' discutere, ma almeno, in quanto a sincerita', nessuno gli potra' dire niente.

posa il fiasco Carletto...
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sabato, 19 aprile 2008
Per chi non l'avesse vista, ecco la puntata di "Sfide" su Cassano.
Buona Visione


http://dodownload.filefront.com/1003...299ac9ce65177f
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venerdì, 18 aprile 2008

Il malessere è dettato dal fatto che ogni volta che ascolto un qualunque telegiornale sportivo, in qualunque ora del giorno e della notte,  devo sempre lottare con l’ansia e contro un imminente infarto fulminante.
Quello offre 400milioni di euro per strappare un calciatore che ha un contratto che scade tra 5 anni, perché invece di guadagnare 12 milioni di euro a stagione l’altro ne offre 15, allora l’incontro per il rinnovo contrattuale con la precedente società, quella del contratto che scade tra 5 anni, per prolungare il loro rapporto per altri 8 anni, con un incremento d’ingaggio pari al 40% del precedente, diventa di una difficoltà estrema.
Poi il Tg continua, è l’ansia sale esponenzialmente.
Tizio si rompe, stagione finita, caio se ne va al nord per curarsi, l’allenatore si incazza, il presidente ovviamente acconsente affinché il calciatore possa curarsi nella sua terra, allora l’allenatore somatizza, e io richiedo:” a che cavolo serve il mister, se ogni volta che dice qualcosa viene puntualmente sfanculato dalla società?”.
Sempronio che neanche ha 18 anni lo cercano dall’inghilterra, quindi cosa succede? lo blindiamo con un contratto da 1 milione di euro a stagione, ma quasi sicuramente con quel milione di euro ci si potrà spazzolare le chiappe, perché entro fine stagione farà altri gol, speriamo, in modo da poter chiedere, giustamente, più soldini.

Mi sono quasi ufficialmente rotto le palle.

Se uno vuole andare via, vada. Quanti milioni? 70milioni di euro? Benissimo. Chiuso.
Ma soprattutto una volta, una santissima volta, possiamo chiudere quella cazzo di bocca?

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martedì, 15 aprile 2008

“boing”

ore 23.30 gli azzurri si rifiutano di disputare l’amichevole contro la selezione juniores del giappone.
Mentre abbandonano il terreno di gioco, Holly, infortunato, si incazza, e comincia a correre verso il portiere del bel paese, “provocando” bonariamente gli avversari, al grido di “toglietemi la palla se siete capaci” salta come birilli i difensori azzurri, e lascia partire una bordata che inizialmente sembrava da fuori area, ma, nell’immagine successiva, si nota che è praticamente a due metri(se non meno) dal portiere. Comunque, RETE.

Gli azzurrini non lo cagano e vanno verso gli spogliatoi…solo il portiere, mentre abbandona il rettangolo di gioco, si gira verso holly:”cosi tu sei hutton, bene, spero di incontrarti al mondiale che si svolgerà in Francia la prossima settimana”
Intanto sulle rive del  Tamigi Tom Becker, trasferitosi per la 50^ volta, si cimenta con il talento francese(di cui non ricordo il nome) prima in un “uno contro uno” su campo immaginario, poi, in seguito ad un contrasto dove la palla schizza a 450 metri da terra, in una sorta di salto in alto:”vediamo chi salta più in alto tra noi due”-“preparati a perdere, salterò sicuramente più in alto io” ma proprio mentre i due si apprestavano a colpire di testa un pallone, spunta un tizio dal nulla che lancia una maglietta giapponese a Tom con il numero 11:”stiamo selezionando i migliori calciatori giapponesi per la selezione nazionale che disputerà il mondiale in Francia tra qualche giorno, ci sarà anche Hutton”. Tom accetta, sotto lo sguardo severo del fenomeno francese, e si presenta al ritiro il giorno dopo.
ovazione per Tom che si aggrega alla selezione.

“coraggio Tom fammi vedere se la tua intesa con Holly è sempre la stessa”

I due partono da centrocampo correndo in stile rette parelle, passandosi la palla di prima, fino ad arrivare al solito metro dal portiere, in questo caso Alan Crocker, eterno secondo della New Team, e terzo della nazionale, e lo bucano come un palloncino. Intesa perfetta, domani si gioca, per gli avversari saranno cazzi da cagare.
Tutte le rappresentativa entrano in campo, prima l’Italia, poi la Germania, quindi l’Inghilterra, la Spagna, la Francia e ultimo il sorprendente Giappone.

La gara inaugurale sarà Giappone – Italia,
perfetto, i musi gialli potranno lavare l’onta.

Spogliatoio del Giappone:
Il perenne infortunato Giulian Ross comunica alla squadra che invece di fare il vice allenatore, siederà in panchina da atleta, la squadra se ne rallegra.

Holly viene investito capitano, l’eccessiva modestia gli impone di rifiutare, poi accetta(strano che Lenders non abbia spaccato tutto)

-Bruce comunica ad Holly che la fascia gli sta benissimo.

-Bruce Harper è TITOLARE della nazionale giapponese

-Bruce Harper a stento giocava nella New Team

-Bruce Harper carica la squadra ricordando lo sfregio subito.

Le squadre entrano in campo.

I musi gialli si schierano con Warner in porta, Danny Mellow, Bruce Harper e Clifford Yuma in difesa. Philipp Callaghan mediano, i gemelli Derrick sulle fasce, Hutton in cabina di Regia,  Lenders di punta e Beker dove cazzo gli pare…

Il Giappone parte aggressivo, e chiude nella propria metà campo gli italiani. Hutton è il fulcro del gioco, si intende bene anche con Lenders.

Contropiede fulmino, Hutton lancia Lenders, “Mark è per te”-“grazie Holly, lancio perfetto, accidenti, stanno attuando la trappola del fuori gioco, dovrò rientrare”-“mark attento sei in fuori gioco”-“grazie Holly, ora te la passo, TIRA IN PORTA!”
Hutton lascia partire la bordata che il portiere neutralizza con estrema tranquillità.
Intanto Hutton subisce ogni tipo di angheria dai difensori italici,calci, gomitate, ginocchiate, testate, bella opinione che hanno di noi sti musi gialli di merda.
Punizione dal limite, tutti si aspettano il siluro di Hutton, invece è Callaghan che lascia partire la botta da fuori, che viene nuovamente neutralizzata dal portiere italiano, che poi appoggia per Huttan a sfregio:”coraggio Hutton, tira, fammi vedere cosa sai fare”-“ti pentirai della tua arroganza!!!” parte tiro, il portiere blocca facile. Squadre nello spogliatoio per un thè caldo.

La ripresa di apre con l’ingresso in campo di Giulian Ross, effetto ansia e rischio morte in campo non può mancare, Ross riceve palla sulla trequarti…


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lunedì, 14 aprile 2008




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giovedì, 10 aprile 2008

Pizza e mafia. Sono le due parole italiane più conosciute al mondo: e chissà come saranno contenti adesso gli inglesi che scoprono, all'improvviso, di aver ingaggiato - come c.t. dell'amatissima nazionale di calcio - un ometto italiano che non solo ha fatto il furbo cercando di non pagare le tasse, ma è fresco di rinvio a giudizio per falsa testimonianza nell'ambito di un processo penale molto italian-style che profuma di pizza, sì, ma soprattutto di mafia. Stiamo parlando – l'avrete capito - di Calciopoli e dintorni e dei processi penali in corso a Roma (processo-Gea) e a Napoli (processo-Moggiopoli).

Per chi non lo sapesse, è stato proprio il p.m. napoletano Narducci, qualche giorno fa, a dire che la cosiddetta Cupola, l'organizzazione malavitosa capeggiata dal direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, era – e c'è il sospetto che sia ancora – per molti aspetti simile alla P2 e alla mafia. Per Narducci, titolare con Beatrice dell'inchiesta che due anni fa terremotò il mondo del calcio decapitandone le alte sfere in ogni Palazzo (Federazione, arbitri, società, procuratori), la norma dell'articolo 416 del codice penale (il reato di associazione per delinquere contestato a Moggi e agli altri affiliati alla cupola: come i designatori Bergamo e Pairetto e il presidente degli arbitri, Lanese) «sta un pò stretta». «C'è qualcosa - spiega Narducci - che ricorda più un'associazione segreta, una organizzazione che fa del vincolo della segretezza il suo dato essenziale», le cui finalità «non si esauriscono nella commissione di uno specifico reato». Secondo Narducci e Beatrice, questo comportamento «ricorda quanto previsto dall'articolo 1 della Legge Anselmi, una legge pensata in funzione della P2», che esercita «un condizionamento delle istituzioni pubbliche». L'organizzazione malavitosa di Moggi, Giraudo & company «può ricordare i profili di una associazione di tipo mafioso: è stata infatti una organizzazione strutturata in cui il vincolo associativo non solo era intervenuto e si era determinato nell'accordo, ma veniva ulteriormente rinsaldato».

Ebbene. Sarà istruttivo sapere che Fabio Capello, interrogato oggi – lunedì 31 marzo 2008 –dal p.m. Palamara, a Roma, come persona informata dei fatti nell'ambito del processo-Gea, è stato protagonista di una deposizione talmente goffa, imbarazzante e reticente – e così inaccettabile nel tentativo di coprire le malefatte di Moggi padre & figlio - da indurre il p.m. a chiederne, appunto, il rinvio a giudizio per falsa testimonianza. Rinvio a giudizio chiesto non solo per Capello, ma anche per l'altro allegrone della compagnia, Antonio Giraudo, il gentiluomo che quando Capello allenava la Roma accusò Fabio Massimo – che aveva polemizzato con la Juve - di avere portato la residenza a Campione d'Italia per non pagare le tasse. Episodio della serie: Dio li fa, poi li accoppia.

La figura che Fabio Capello ha rimediato oggi a Roma è di quelle che lasciano il segno (o almeno dovrebbe: dipende dal numero di peli sullo stomaco). Il p.m. Palamara ha mostrato a Fabio Massimo, neo c.t. inglese, il ritaglio di una sua famosa intervista concessa al “Corriere dello Sport” nel 2002; un'intervista in cui Capello diceva peste e corna della già allora famigerata Triade Moggi-Giraudo-Bettega a capo della Juve ladrona; e in cui l'allenatore della Roma faceva uno spietato j'accuse della Gea, la società di procuratori e “figli di” (il figlio di Moggi, il figlio di Lippi, il figlio di Tanzi, il figlio di Calleri, la figlia di Geronzi...), gang di chiara ispirazione moggiana, una cricca di rampanti senza scrupoli che faceva il bello e cattivo tempo compiendo vere e proprie razzìe in fatto di procure di calciatori (sottratti con ogni mezzo a una concorrenza sempre più impotente).

Ebbene: Capello, che da avversario e nemico della Juve aveva una visione chiara, lucida e inquietante del problema, a distanza di 6 anni – e dopo le 2 stagioni trascorse alla Juventus, in qualità di allenatore, con due scudetti vinti e subito cancellati perché tarocchi, improvvisamente amico e sodale dei tanto vituperati Moggi e Giraudo e Bettega -, Capello, dicevamo, oggi non ricorda più. La frase “Non ricordo”, infatti, è stato il leit-motiv della sua lunga e penosa deposizione; un “non ricordo” ribadito anche alla domanda. “Conosce Zavaglia?” (un affiliato Gea ed ex procuratore di Totti, n.d.r. ). Quando Palamara si è sentito rispondere: “L'ho visto un paio di volte, ma oggi non saprei riconoscerlo”, con Zavaglia seduto a due sedie di distanza, il p.m. non ce l'ha più fatta. E ha indicato Capello (e con lui Giraudo) dicendo: “Processateli!”.

Per la cronaca, domani, primo aprile 2008, davanti al p.m. Palamara sfilerà Marcello Lippi, e cioè l'allenatore che nella Juve di Moggi, Giraudo e Bettega ha fatto il pieno di scudetti: tutti col sospetto di avere il verme dentro. Siamo veramente curiosi di vedere cosa succederà: anche perché, sotto processo, tra i tanti “figli di” c'è anche il rampollo di casa Lippi, Davide, la cui principale referenza – ad oggi – è quella di essere l'ex fidanzato di Antonella Mosetti (sic). In quanto a referenze e benemerenze acquisite sul lavoro, lette le intercettazioni di Calciopoli, meglio lasciar perdere. La speranza è di non vedere un bis delle deposizioni rese, da Lippi e dai giocatori tutti - da Vialli a Zidane a Conte a Del Piero a Pessotto a Montero a Tacchinardi – nell'indimenticabile processo-doping di Torino (p.m. Guariniello); un processo che Rai 3 (Un giorno in Pretura) ha mandato in onda tre settimane fa, a mezzanotte di domenica, e che meriterebbe di essere visto da tutti, in prima serata, bambini inclusi, perché si capisca bene come vanno, a volte, le cose nello sgangherato, e assai poco dorato, carrozzone del calcio.

Intanto, la giornata si chiude con Capello (e Giraudo) umiliati in tribunale e mandati a processo per falsa testimonianza. Non è un bel momento, per Capello, ma niente paura: se la notizia arriverà in Inghilterra, Dio – ancora una volta - salverà la Regina.

da www.paolozialiani.it

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lunedì, 07 aprile 2008

“non è il giocatore che ci è stato venduto”: suona cosi il verdetto di Harry Redknapp sul calciatore portato dallo Sparta Rotterdam al West Ham United nel 1995. Nella sua autobiografia intitolata ‘Arry, Redknapp descrive il modo in cui sono emersi i problemi con Boogers:” fin dall’inizio il suo atteggiamento crea forti tensioni…non c’è un compagnio di squadra al quale piaccia…odia allenarsi…la moglie non si è ambientata”. Nella sua prima partita contro il Manchester United, l’unico calcio che rifila è quello a Neville che gli costa l’espulsione. Viene dichiarato “psicologicamente non adatto” al calcio, il che significa che ha convinto qualche medico a fornirgli una scusa per non tornare e quindi scompare, rifugiandosi da qualche parte a casa sua.
Boogers viene scovato parecchie settimane più tardi in un campeggio in Olanda. Protesta, dice di non esserci con le testa, ma viene prestato e poi ceduto gratuitamente al Groningen…di lui non ebbero più notizie.

Da un campione mai sbocciato ad un altro che “qualcosina” ha fatto…

Caludio Taffarel, portiere campione del mondo con la nazionale brasiliana nel 1994 negli stati uniti, decide di appendere i guanti al chiodo dopo una crisi…meccanica.
Al trentasettenne portiere  capitano problemi all’automobile mentre viaggia da Parma ad Empoli dove è atteso per firmare un contratto con la società toscana.
Il devoto calciatore prende le difficoltà incontrate nel viaggio con la sua vettura come un segno che la sua carriera calcistica non debba proseguire e indirizza una lettera ai tifosi toscani:”voglio scusarmi con il club, con i tifosi, ma questo piccolo inconveniente mi ha fatto molto riflettere. Ho solo capito che stavo facendo qualcosa di sbagliato, il destino mi ha inviato questo messaggio, con il calcio ho chiuso. Il mio obiettivo è restare in Italia ed aprire un ristorante a Parma”
Chissà se l’ha fatto…

Chiudo con il processo che vede invischiato al solito quel galantuomo di Moggi.
In seguito alle dichiarazioni rilasciate da Miccoli sulla sue esclusione ad opera della triade, risponde Conte. Il bell'Antonio attacca Miccoli: "Giocatore di basso livello". Tutto per la frase: "Moggi mi disse 'o fai come dico o smetti di giocare'". E' solo il 300esimo giocatore di basso livello a dire la stessa cosa. Ovviamente Antonio Conte deve tutte le sue vittorie all'alto livello del suo calcio.

E' trionfo: il Milan batte in finale il Cagliari

postato da: montelli alle ore 15:10 | Permalink | commenti (4)
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