venerdì, 27 luglio 2007
E' plebiscito in email per il Mister X del Milan: si tratta proprio dello spregevole nemico dell'Uomo Tigre. In agenda hanno
anche Pitone Nero e l'Uomo Gorilla.

Seguono 15 indizi che aiuteranno a svelare l'identità segreta dell'ormai celebre "pezzo di mercato" il cui nome si aggira nelle menti dei tifosi rossoneri:


E' una donna?
no
A livello di media è molto noto?
 sì
E' più alto di un metro e trenta?
 sì
E' europeo?
no
Gioca nell'nhl?
 
no
6  Il suo annuncio farà grande notizia?
 

Ha le emorroidi?
 
non lo sappiamo
8  Verrebbe volentieri in Italia?
sì, a patto di non trovare rogne
E' un mago nel suo ruolo?
 sì
10 E' un comunicatore all'altezza della Famiglia Milan?
 

11  E' stato popolare negli anni '30?
 
lo è diventato dopo
12  E' brasiliano?
 sì
13  Metterà un po' di sale nel campionato?
 

14  E' affermato o da rilanciare?
entrambi
15  Avete detto che non gioca nell'nhl, vero?



postato da: montelli alle ore 10:24 | Permalink | commenti (7)
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mercoledì, 25 luglio 2007

E' a dir poco “spettacolare” l'Inter che stramazza il Partizan Belgrado, la squadra intenterrottamente campione di Serbia e Montenegro dal 2005 in poi, fino all'anno successivo. Per la sfida contro il Dream Team dell'Est, Roberto Mancini inizia con un undici che difficilmente potrà utilizzare in stagione: accanto a Zlatan Ibrahimovic gioca infatti David Suazo,
il centravanti ufficializzato dal Milan in estate. Il match è a senso unico e, specialmente quando la palla ce l'hanno i nerazzurri, si assiste a un vero monologo.
Così bastano diciannove  minuti per la prima rete lampo: tocca all'honduregno smarcare lo svedese per il vantaggio, che sarà poi ufficializzato dai dirigenti rossoneri solo in tarda serata. Sulle tribune, i pochi sostenitori del Partizan reagiscono malamente, spedendo i propri figli negli spogliatoi per trafugare i portafogli dei giocatori avversari. Il gol è solo l'inizio, e non ce ne sono altri, solo perché Adriano sbaglia un colpo di testa a porta vuota, manco si fosse fatto un cicchetto nell'intervallo. Ma questo è già il secondo tempo che esibisce i remake dei giocatori veri, Nelson Rivas e Aparecido Cesar. Nei secondi 45 minuti non c'è però spazio soltanto per il Circo Barnum: si rivedono in campo anche
Luis Figo, dopo la rinuncia all'Arabia, Balotelli, dopo l'annuncio della possibile convocazione col Ghana, e appunto Adriano, dopo i problemi di alcolismo. Il risultato non cambia, ma con l'uno a zero gli interisti si aggiudicano la sfida a distanza conla Juventus, che in precampionato non ha avuto le palle di sfidare la formazione slava.


"peccato l'abbia preso il milan..."


Polpette del Partizan: vinciamo anche con Cesar in campo.

La Juve batte la Cina: sticazzi, complimenti. Addirittura: la Cina!

Nelson Rivas, il retroscena dal sito della Lega. Società cedente: il Locarno, in Svizzera.
Quelli di voi che hanno pensato male si vergognino.

L'Inter pubblica il codice etico: è fatto divieto ai dipendenti di divulgare mediante il sito web "materiale pornografico od immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto".
Vuol dire niente più gallerie di Lolite su inter.it?

postato da: montelli alle ore 13:04 | Permalink | commenti
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martedì, 24 luglio 2007

Chivu sì, Chivu no, Chivu forse. I dirigenti interisti non sembrano disposti ad una trattativa estenuante per arrivare al difensore rumeno e hanno ragione: con l'ingaggio di Nelson Rivas, il reparto arretrato nerazzurro può considerarsi più che completo. Il centrale colombiano, 181 cm per 84 kg, si è presentato ai nuovi tifosi descrivendosi come un concentrato di potenza e grinta - "Chiamatemi Tyson" -, confermando nelle prove fisiche precampionato di essere un omaccione rude e volitivo. Ultimo tra i giocatori in rosa nel test Conconi, è stato costretto ad arrendersi dopo sette dei dieci giri di esercizio programmati: se lui è il Tyson di Bogotà, chissà in che condizioni verserebbe un ipotetico Solange di Medellin. Ma non è il caso di allarmarsi, perché dove non potrà arrivare con i mezzi atletici, di sicuro potrà giungere sfruttando classe e tecnica. Un filmato disponibile su Youtube immortala infatti il neointerista, impegnato nel recente torneo di clausura con il River Plate, alle prese con alcuni avversari. Ancorché dribblato da un primo e schivato da un secondo, non si dà per vinto: quando anche il terzo lo supera, Rivas lo atterra con un elegantissimo intervento da dietro, secco sulle gambe, finendolo con una forbice da fuoriclasse del contrasto.
Sarà forse per questo che il suo ex allenatore, Daniel Passarella,
si è molto arrabbiato per la sua cessione. Perché ad uno così venisse concesso di lasciare Buenos Aires, non bastava un contratto con un altro club: ci voleva un mandato di estradizione.


Nella foto, meglio di Nelson Vivas, meglio di Martin Rivas: è Nelson Rivas.


Intanto a milanello dopo aver ufficializzato il mondo, si punta su altro per sviare l'attenzione dal calciomercato:
Il Milan alla Superleague Formula: è opera di "uno specialista del marketing sportivo".....sticazzi!!!

postato da: montelli alle ore 12:22 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 22 luglio 2007
Con Higuita che torna al calcio giocato, Cassano che viene scaricato da chiunque, il Milan non ha pensato mai di ufficializzarlo, e Adriano che fa outing sulla questione alcool(grazie,la foto dove ti attaccavi alla magnum di champagne mi aveva tratto in inganno..) mi lancio nel sondaggio dell'estate



SCONFITTA LA CINA NELLA PRIMA USCITA. CHE DIRE
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"dove??all'hollywood??arrivo!!!!"
postato da: montelli alle ore 21:55 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 20 luglio 2007

Zebina: "Sappiamo vincere anche senza presunti aiuti". Calma, bello: in serie B sono capaci tutti.

Cina distrutta: non subivano così tanti danni dai tempi di Hiroshima.*

Domanda a Jimenez in conferenza stampa: "Può giocare in tante posizioni, ma ce n'è una in particolare che gradisce di più?". Per conservarsi intatto preferirà la pecorina.

  Pizarro: "Roma per sempre". Due anni fa: "Inter per sempre". Forse il concetto è che spera nell'eternità.

Socrates:"il calcio italiano è mafia!"- proprio tu parli che sei costato un'appendicite a Canà??

Vieri alla Fiorentina. Quarta squadra in tre anni: si era ambientato solo all'Inter.

*Parte conto alla rovescia per il primo che scrive che è in Giappone.

 intanto il milan sbaraglia la concorrenza e ufficializza che il reparto offensivo è perfetto così....come la difesa e il centrocampo

postato da: montelli alle ore 14:23 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 17 luglio 2007

E’ il tema del giorno, rilanciato dalla Gazzetta dello Sport, Juan Roman Riquelme è stato oggetto di un forte interessamento di Marco Branca lo scorso inverno, quando il suo valore era nettamente diminuito a causa dei dissidi con l’allenatore del Villarreal Pellegrini.

La società spagnola lo offrì ai nerazzurri in prestito nel mercato di riparazione, ma non si volle toccare un gruppo che funzionava alla perfezione, anche in considerazione dell’esplosione di Stankovic nel ruolo di trequartista atipico. In 6 mesi la vittoria nella coppa Libertadores con il Boca, premiato come miglior giocatore della manifestazione, e la Coppa America da protagonista assoluto hanno cambiato le carte in tavola. Ora vale circa 15 milioni di euro, cifra per la quale l’Atletico Madrid sembra poter chiudere la trattativa, anche se il Boca e il giocatore non hanno perso le speranze di restare insieme fino al Campionato del mondo di club.
Riquelme servirebbe davvero all’Inter?

5 motivi per prenderlo:
- Sarebbe tecnicamente il giocatore migliore del centrocampo neroazzurro
- Ha esperienza nelle coppe e di calcio europeo
- E’ nel momento migliore della carriera
- Non ha un costo impossibile ed è un giocatore integro fisicamente
- Garantisce un certo numero di gol e assist

5 motivi per non prenderlo:
- E’ un calciatore discontinuo: a 29 anni ancora si discute sul suo reale valore
- Non è il giocatore che serve a Mancini:accentra il gioco su di sè e non ha il cambio di ritmo e la velocità di cui questa squadra difetta(per questo io riprenderi volentieri Veron...)
- Tatticamente escluderebbe Stankovic dal ruolo di vertice alto del rombo
- Caratterialmente è personaggio particolare: introverso, non è un leader e potrebbe avere problemi di ambientamento in Italia
- Ha reso al meglio quando è stato l’unico faro della squadra: al Barcellona e, prima di questa Coppa America, in Nazionale non ha mai fatto la differenza.

La mia opinione?

sceglierei altro per quel ruolo, sulla bilancia pesano di più i motivi per non prenderlo. Certo, se davvero non arrivasse nessuno di quel livello in quel settore…


postato da: montelli alle ore 09:01 | Permalink | commenti (7)
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mercoledì, 11 luglio 2007
...e meno male che ha vinto lo scudetto....se arrivava secondo come mi tornava dalle vacanze?!!??!
dai Mancio...e che è!!


Ranieri: "Posso assicurare che romperemo le scatole a tutti". Ah, non come al solito.

Ronaldinho costerà al Milan 150 milioni di euro: 6 andranno al Barcellona, 144 alla campagna stampa sul fatto che non l'ha preso l'Inter.

Moggi contento per il rinvio a giudizio: "Finalmente potrò difendermi". Gli hanno tappato la bocca, ma ora potrà parlare.

Moggi: "Finalmente potrò difendermi". Scotland Yard: "La minaccia va considerata reale"


Coco aggredito con un coltello. Esagerati: con Gresko cosa avrebbero dovuto fare?

Adriano: "Inter, mia seconda casa".
La prima resta l'Hollywood.

postato da: montelli alle ore 20:08 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 08 luglio 2007

Via Zanotti 4, casa Biazzi, tutto pronto per l’evento.

Vittime della superstizione ci apprestiamo a seguire in diretta dall’Olympiastadion di Berlino la finale del campionato del mondo.

Simone seduto sulla consueta sedia rotta, Seas mi passa le birre dalla finestra mentre si preoccupa della raccolta differenziata, niente donne, maglietta degli azzurri impregnata degli odori mondiali(la stessa, mai lavata), vengono riammessi i “veneti”, espulsi per condotta non sportiva dopo il rigore di Totti contro l’Australia, montelli nelle retrovie fuma nervosamente, un mondiale passato in piedi il suo(il mio!!), dall’esordio alla finale, flagellato dalle amiche emorroidi, la poltrona presidenziale diligentemente posizionata in posizione VIP davanti lo schermo, il sali e scendi della televisione, lo sgabello con portacenere, la maglia attillata di Biazzi, bandiere e tensione.

Non c’è Brunone a toglierci dall’impaccio con un suo rassicurante “partiti”, allora ci prova Caressa, il risultato è ottimo, peccato che la nostra telecronaca sia di Civoli.

 

“poi c’è il rito, ogni squadra ha il suo, un urlo forte e siamo pronti, adesso ci siamo, adesso andiamo fuori, adesso andiamo a vincere”; “…nel calcio vogliamo comandare noi”; “…coraggio azzurri”; “…vogliamo andare avanti, fino all’eldorado”; “…puoi alzare gli occhi e pensare di anon avere più confini”; “…oggi essere italiani conta di più”

 

Ore 20.00

Entra la Coppa, con lei entrano le bandiere che precedono i 22 calciatori, la mia memoria mi riporta alla finale del 94, ma questa è un'altra storia, l’emozione è nettamente superiore, palla al centro. Battiamo Noi.

Toni la passa a Totti che la da subito a Camoranesi. La birra scorre a fiumi, ma nessuno accusa più di tanto, la tensione esercita una sorta di ipnosi davanti allo schermo. Non vola una parola, non un commento su una palla sbagliata, niente, silenzio assordante.

Al settimo minuto rinvio lunghissimo di Bartehz, Henry prolunga di testa per Malouda che entra in area e viene ostacolato da Materazzi. L’arbitro fischia rigore, inesistente, ma come diceva Zio Vuji…

Dal dischetto Zidane, faccia di sale, “gle fa er cucchiaio” attimi di incertezza, sulla regolarità della segnatura. Convalidata, 1 a 0 per la Francia.

Come inizio non c’è male, direbbe il Ceretti, i veneti vengono subito additati a iettatori, la partita comincia in salita, ma c’è tempo, siamo solo all’inizio.

Passano inaspettatamente solo 11 minuti e, da calcio d’angolo, Materazzi stacca su Vieira e fa 1 a 1.

La gioia è irrefrenabile, parte il carosello per il giardino che prende sempre più le fattezze di un terreno post bellico.

Durante l’intervallo sguardi sofferenti si incrociano, sofferenti ma fiduciosi, sicuri e convinti che non può andare sempre male, “dai che ce la facciamo, daiiiiiiiiii”

Il secondo tempo scivola via, insomma, scivola come potrebbe scivolare una finale mondiale, ma si chiude sul risultato di 1 a 1, i calci di rigori cominciano ad essere una realtà.

Supplementari, ci pensa Zidane con due testate, o colpi di testa che dir si voglia ad infiammare i cuori che lenti andavano verso la lotteria meno amata dagli italiani, la prima deviata in angolo da meraviglioso Buffon, la seconda ammortizzata di petto da Matrix…

Ci risiamo, nuovamente i calci di rigori, ancora la Francia.

Faccia di cuoio Pirlo, RETE, Materazzi, me ne vado, dopo Di Biagio in Francia, non potrei reggere un nuovo errore nerazzurro dagli 11 metri, rasoiata a fil di palo, RETE, De Rossi, RETE, Del Piero, RETE….Fabio Grosso, palla a destra e portiere a casa…corsa verso l’infinito..”alza quella coppa capitano, alzala più in alto, abbracciamo tutti e vogliamoci tanto bene perché oggi è più bello essere italiani”

Il giardino oramai è un campo post atomico, scene di omosessualità allo stato puro ci si paventano davanti, tutti a terra ad abbracciarci, a piangere, ad urlare, a maledire la francia e i francesi, a ricordare la moralità dubbia della madre di Zidane, quella che avrebbe gradito i testicoli di Materazzi su un piatto, quella che “mio figlio ha fatto bene, ha difeso l’onore delle donne della sua famiglia” quella che a causa sua a Pescara ci prendevano le secchiate di ghiaccio sulla faccia, quella che …..“La mamma di zidane è na putttaaaaaaaaaanaaaaaaaaaaaaaaa

Il resto è storia.



postato da: montelli alle ore 23:35 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 05 luglio 2007

da www.paoloziliani.it

Chiediamo scusa per l'impertinenza, ma ci proviamo lo stesso. Ora che la notizia è ufficiale e ha fatto il giro del mondo, è possibile – senza che nessuno si offenda – dire che il Real Madrid ha fatto bene, anzi benissimo a cacciare Capello? Sì, avete capito bene: proprio lui, Fabio Capello, l'allenatore che non più tardi di 10 giorni fa ha condotto i Galacticos alla conquista del 30° titolo di campione di Spagna al termine di una memorabile rimonta ai danni del Barcellona. Come dite? Non era mai successo che un allenatore vincitore di uno scudetto venisse esonerato? Il blasone di Capello, che ha conquistato titoli a bizzeffe, non meritava di subire un'onta del genere? Il Real pagherà amaramente la decisione presa? Può darsi. D'altronde, che il calcio sia il regno dell'impossibile è cosa nota: se Cannavaro è diventato Pallone d'Oro perché giudicato più bravo di Buffon, Ronaldinho ed Henry, ci sta anche che il Real conquisti il titolo e a mo' di ringraziamento decida di dare un calcio nel sedere al suo allenatore. Ci sta un po' meno, semmai, che commentatori, opinionisti e mass-mediologi si straccino le vesti fingendosi scandalizzati. Come direbbe quello: scandalizzati de che? Seguiteci.

Quante volte ci è capitato di leggere (o di ascoltare) pistolotti e articolesse che stigmatizzavano la cacciata di un allenatore colpevole, unicamente, di aver perso qualche partita di troppo? Quante volte abbiamo biasimato la fretta, il cinismo e la leggerezza di presidenti incapaci di cavalcare l'onda emotiva del momento e sempre pronti a dare l'allenatore in pasto alla folla? Quante volte abbiamo scosso la testa davanti alla crudeltà dell'assunto: “Nel Calcio Conta Solo Vincere”? Cento? Mille? Un milione di volte?

Ebbene. Se tutto questo è vero, se la visione del calcio – e diremmo: della vita – non può ridursi al principio che “conta solo vincere”, allora, se gli opinionisti e i commentatori del pianeta-pallone non vogliono recitare la parte di chi predica bene e razzola male, dovrebbero applaudire, e non ironizzare, alla decisione presa dai dirigenti del Real Madrid: che nonostante il trionfo riacciuffato dalla squadra in extremis, con le unghie e coi denti e con una caparbietà e un orgoglio degni di miglior causa, hanno giudicato che la stagione del club fosse stata insoddisfacente, e la gestione dell'allenatore – al secolo Fabio Capello – carente. E a dispetto del titolo vinto, hanno concluso che i motivi di delusione e di malcontento superassero di gran lunga quelli di soddisfazione. Morale: siccome nel calcio non conta solo vincere (l'abbiamo sempre detto, no?), Capello è stato esonerato. Perché per i dirigenti del Real Madrid, a ragione o a torto, l'allenatore italiano ha fondamentalmente fallito.

Giusto? Sbagliato? Gli specialisti del Pistolotto non hanno dubbi: cacciare un allenatore vincente è una bestemmia, un sacrilegio, un'eresia. Capello passa metà stagione a fare danni, in campo e fuori, come neanche un elefante in cristalleria? Non importa, perché alla fine Capello vince. Capello col dito medio alzato manda 'affanculo in mondovisione i tifosi che lo fischiano e lo contestano? Non importa, perché alla fine Capello vince. Capello infama Beckham, uno dei più impeccabili professionisti della storia del calcio, mandandolo in tribuna e additandolo al pubblico ludibrio per il solo fatto di aver annunciato il passaggio, a fine stagione, ai Galaxy di Los Angeles, salvo poi doversi ricredere, riportandolo in squadra a furor di popolo? Non importa, perché alla fine Capello vince.

E invece, cari signori, guardate un po' che cosa combinano i dirigenti del Real Madrid! Che a sorpresa, nel momento meno indicato della stagione, il momento dell'euforia e del trionfo, comunicano al mondo il contrordine: non è vero che non importa se Capello fa l'elefante in cristalleria; non è vero che non importa se Capello manda 'affanculo i tifosi; non è vero che non importa se Capello manca di rispetto, e offende ignobilmente, un giocatore bravo e un uomo di valore come Beckham. Tutt'altro. È anzi così importante che un allenatore, nel 2007, agisca con rispetto, con educazione e con equilibrio, e cerchi di soddisfare a 360 gradi le aspettative migliori della gente – pubblico, giocatori, dirigenti - che Capello, l'uomo che non sorride, l'uomo che non deve chiedere mai, l'uomo capace solo di vincere, viene bocciato. Cacciato. Messo alla porta. Con questo, dando a tutti – Capello per primo - una memorabile lezione di stile. Stile con la S maiuscola.

E d'altronde. Immaginate una grande casa di moda – poniamo Dior – che decide di affidarsi a un nuovo stilista per rinnovare la sua griffe. E immaginate che a fine stagione i conti dicano che le vendite sono aumentate, ma che i vestiti abbiano preso ad assomigliare sinistramente a quelli che si vedono in vetrina alla Upim o alla Standa. Che fa Dior? Ringrazia lo stilista per l'impegno profuso ma non ci pensa due volte e lo mette alla porta, prima che i danni all'immagine del marchio diventino irreparabili. Legittimo? Ci sembra di sì, non trovate?

Ebbene: i dirigenti del Real Madrid sono stati grandi. Ci hanno insegnato che nella vita si può imboccare una strada sbagliata, ma è possibile tornare indietro anche se tutti, ma proprio tutti, ti invitano a tirare dritto, che va bene così. Come dire: puoi sposare una donna bellissima, o un uomo ricchissimo, e accorgerti che la tua vita si svolge lo stesso all'insegna della più totale e completa infelicità. E allora, siccome si vive una sola volta - e la vita può essere una cosa meravigliosa - anche se il mondo non capisce, ti ribelli e dici basta.

E scappi di prigione. E torni a vivere.


postato da: montelli alle ore 14:16 | Permalink | commenti (6)
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martedì, 03 luglio 2007
Giusto per far parlare un pò il Sorvichi, e sopratutto spronato dalla mia assidua lettrice avara di critiche, facciamo un pò il punto sul calciomercato, quello che, insomma, sta nettamente dominando il milan.
Maresca all'Inter?  "E mi pare calzi a a pernnello una massima letta in un cesso: le corna del bue fuggito dal gregge si infilan nel culo del pirla che legge". Ma ci sono anche aspre critiche rivolte al cenacolo di intellettuali che affollano il blog:"Non avete speso nemmeno una parola per il ritorno di Ba al Milan, dovreste vergognarvi!".

 In settimana è spiccato il commento di
Dario Marcolin su Hamsik al Napoli: "Direi che è un Cambiasso con maggiori potenzialità".
 Azzardo
l’ipotesi: “Cioe' se Branca andasse da Marino e gli dicesse:"Dacci Hamsik, noi ti diamo Cambiasso" Pierpaolo rifiuterebbe”.

Il mio ultimo neurone infine rivanga: "Ma
del ritorno di Gresko al Bayer
non è il caso di parlare? Tra l’altro quelli dell’Ansa, tanto per far capire quanto si ricordino di lui (e quanto sia rimasto nei cuori di molti), utilizzano una foto di Farinos.
"

 MILAN: UFFICIALIZZATO GEORGE BUSH

Galliani: "Kakà resta". Un altro tassello per il 2007/08 dopo l'ufficializzazione di Suazo.

As su Kakà: "Il Milan è nervoso". Ma figurati:hanno già ufficializzato Suazo, Ronaldinho, Eto'o, Adriano, Shevchenko, sai che gliene
frega di Kakà.

Recoba: "L'infortunio è passato". Quale?

Crespo infortunato. Recoba, in questo stesso momento, no.

e sulle ali dell'entusiasmo è partita la campagna abbonamenti per la stagione 2007-2008...
CACA



postato da: montelli alle ore 17:10 | Permalink | commenti (2)
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