domenica, 08 novembre 2009
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giovedì, 05 novembre 2009

Non per dire...ma se l'Inter in dieci uomini pareggia in Russia contro il Rubin Kazan, quella russa è una è una squadra triste, che qualunque squadretta italiana, tipo il milan, avrebbe preso a pallate...invece quando vince al Camp Nou, e pareggia in casa rischiando di vincere nuovamente, contro il Barcellona, i campioni d'Europa, quasi del Mondo, con i palloni d'oro che pascolano, allora nessuno dice nulla...

La realtà è che se vogliamo parlare di calcio fatto con le figurine, quello a cui sono abituati i milanisti da qualche tempo, e che adesso ci vogliono far passare per necessità dato che si deve risanare un calcio dove i milioni vengono sperperati (che m'attocc a sentì, i discorsi etici dai seguaci del diavolo e di Silvio), allora diciamo pure che il Milan ha mille milioni di palloni d'oro in rosa e andare a vincere al Santiago Bernabeu, contro una squadra assemblata allo stesso modo è l'impresa del secolo, mentre solo perchè uno si chiama Rubin Kazan è destinato a fare da spare in partner per le formazioni più blasonate...

Il bello del calcio anzi, del pallone, è che la palla è tonda, e se la giochi ti puoi chiamare come ti pare, Barcellona, Real, Inter, Apoel Nicosia, Artmedia, Rapid Vienna, Lasagne FC, se la giochi non ci sono cazzi che tengono.

Mancano ancora due partite, quindi, con calma che nel girone più combattuto, quello dove ci sono 4 Campioni Nazionali, mica le mezze calzette, è ancora tutto da decidere...
Comunque Sneijder è troppo basso.

postato da: montelli alle ore 09:20 | Permalink | commenti (15)
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lunedì, 26 ottobre 2009

È un terzetto provato dalla serata quello che si presenta al Mazza di Ferrara. L'appuntamento è alle 12.30 nei pressi della stazione di Bologna, il Nanetto con il trolley al seguito e Gaddo in versione ispettore. Pronti via, partiti verso la città estense (forse direbbe così il buon Mario) dove ad attenderli, oltre al Presidente con futura consorte, spunta (!!) il Mono in versione trasferta. Parcheggio il bolide nei pressi del mausoleo di non so cosa, e mentre i vertici societari fanno il loro ingresso in un Mazza completamente biancazzurro, i tre minchioni optano per uno spuntino veloce a base di affettati locali e primo. Ore 13.55, il Presidente: “oh, dove state?” - Montelli: “sono appena arrivati i primi...” - P: “...”. In men che non si dica ingoiamo il tutto nella tipica osteria osteria ferrarese dalla forte matrice partenopea...

ore 14.22 i tre minchioni fanno il loro ingresso in un Mazza sempre più biancazzurro, raggiungendo la presidenza, con un Mono che ci informa sugli ultimi sviluppi societari, mentre Gaddo confessa di essersi sparato ultimamente Padova – Sesto San Giovanni allo stadio Euganeo...

Finalmente la corsia destra biancazzurra vede spadroneggiare uno strepitoso Zanon a dispetto dell'uomo spogliatoio Medda, Coletti in mezzo al campo randella come il meglio Gattuso, e pazienza se Sansovini non è ancora al top della forma, dalla sinistra Bonanni avanza come un rullo compressore con Dettori ad impartire (volevo scrivere “a dettare” ma Dettori a dettare suonerebbe come un innovativo scioglilingua degno del miglior trentatrettrentitni...) i giusti tempi. Il tutto completato da una prestazione sopra le righe del numero uno biancazzurro, il buon Pinnone, bistrattato dal titolare della baracca, e non solo, con i suoi accartocciamenti a rallentatore, ma prodigioso su due clamorose occasioni da rete per la compagine estense (salvo poi esibirsi nell'uscita alla Zenga ai mondiali 90).

Finalmente ho risolto la mia diatriba interna tra Ferrara e Ravenna, la Spal è di Ferrara, ma il dubbio su chi sia Lucio e chi sia Gianni credo che lo porterò con me nei scoli dei secoli...

La folta rappresentanza biancazzurra ad intornare cori su cori, un settore gremito, Semproni non solo dietro di noi allo stadio su dei seggiolini al limite della tortura, ma sicuramente più comodi di quelli dello stadio Adriatico, ma sopratutto accanto a noi nella trattoria in pre-gara...

Spennacchiotto dalla panchina carica i ragazzi a molla, e pazienza se nell'intervista a fine gara ostenta qualche limite: “loro sono una squadra molto fisica, non solo con Cipriani e Bazzani, poi è entrato anche il numero 15...” MA COME IL NUMERO 15!!!

Bene così, a fine gara nel Mazza rimbombava un solo coro: “E SE NE VAAAAAAAAAAA, LA CAPOLISTA SE NE VAAAAAAAAAA, LA CAPOLISTA SE NE VAAAAAA LA CAPOLISTA SE NE VAAAAAAAAAA AAAAAAAAA AAAAAAAAA” uno dei cori che preferisco.

postato da: montelli alle ore 10:24 | Permalink | commenti (8)
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mercoledì, 21 ottobre 2009

Ci risiamo, ricito Robbiello nell'incipit del mio fantastico post sul fantasmagorico blogghe, “ecco qua quando perdono nessuno parla, poi quando vincono il primo è Lasignora a petto nudo sul carro del vincitore”...e come volevasi dimostrare così è andata...dopo interminabili mesi di latitanza mi rispunta Lasignora su Facebook, cirello e valdo purtroppo i vostri “limiti” vi impediscono di giuoire di tali chicche, con incredibbbbilmente due link condivisi, il primo con la foto del papero, e il secondo con l'articolo della gazzetta “Patissimo”...tutto questo per una vittoria sul Real Madrid al Benabeu? E allora cosa doveva fare quel tifoso dell'ultimissima ora del Sor quando con la Rometta ha sbattuto fuori agli ottavi gli ex galacticos!? Doveva venirmi sotto casa a citofonare come un pazzo cantando a squarciagola “Roma Roma Roma, core de sta città”...dai, piano con gli entusiasmi, per gente come voi che è abituata a questi palcoscenici ci vorrebbe quanto meno un pizzico di eleganza in più, anche se capisco che dopo averle prese in casa dalla Zurigo con un gol di tacco dello svizzero, un tacco alla Montelli per dirla tutta, un minimo di frustrazione ci può stare...

Comunque, bravi ragazzi, rallegramenti, con una squadra di morti andare a vincere al Bernabeu non è poca cosa, sopratutto con un lampione in porta...ottima mossa di marketing dello zio fester...ora non servirà nessun intervento sul mercato “la squadra ve benissimo così”

postato da: montelli alle ore 23:47 | Permalink | commenti (13)
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lunedì, 19 ottobre 2009

Il prode Robbiello vorrebbe intavolare una discussione sulla mancanza di calciatori italiani nell'elenco dei candidati alla conquista del pallone d'oro, che per inciso andrà sicuramente a Messi, quindi potremmo mettere nella lista anche Pelè e Maradona che il risultato non cambierebbe...

Invece io volevo porre l'attenzione sul fatal gesto del pargolo che nella partita Sunderland – Liverpool ha penalizzato la sua squadra, il Liverpool appunto, lasciando partire dal settore ospiti il classico pallone da spiaggia che ha ingannato il portiere Reina...

Premesso che se fosse successo in Italia ne avremmo parlato per mesi, anni, lustri, secoli, chissà quante maledizioni avranno lanciato gli amici del padre allo sfortunato, e anche un po' coglionazzo, citilo: “ma fijt nzi po' fa li cazz'a sù!”

quando si dice: “Riportiamo le famiglie allo stadio...”

postato da: montelli alle ore 12:34 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 14 ottobre 2009

Eccolo di ritorno, il blog meno aggiornato dell'ultimo periodo...


in realtà ci sono stati molti spunti per aggiornarlo, ma la “pigrizia” ha preso il sopravvento, in linea di massima, come fatto qualche mese addietro, questi sono gli spunti che avrebbero potuto creare belle, pallosissime discussioni da bar


  • è partito il Fantacalcio Legadino undicesima edizione, quella che costa quanto montelli all'università, con l'innovativa introduzione delle fatidiche, pessime, buste qualora un calciatore superasse l'offerta di 200 fantamegabilioni...il risultato è stato drammatico per l'attacco della Cippelletti FC. Perso il faro Ibrahomovic Montelli, spiazzato dai movimenti bislacchi di mercato, ha allestito un reparto offensivo da zona retrocessione a mani basse. Quindi, fermo restando che giocherò prevalentemente con due punte, gli uomini gol a disposizione dell'adiposo blogggaro sono (in rigoroso ordine di preferenza): Lavezzi, Cruz, Di Vaio, Baptista, Suazo, Makinwa...e non aggiungo altro...quanto meno sono riuscito a prendere il Capitano, Dechi e Julio Cesar...


  • grazie ai potenti mezzi di merdaset premium sono stato costretto a spararmi Genoa – Juventus al bar sotto casa, in mezzo ad una masnada di napoletani/calabresi filo Gobbi...anche li grosse chicche che avrei dovuto appuntare sul mio inserpabile taccuino...ma tanto che siamo inseparabili, era sulla scrivania della mia camera...



  • ha preso il via il sesto campionato delle Lasagne F.C. Il primo che non mi vede protagonista da allenatore, bensì da calciatore...alla quarta partita è arrivata la prima vittoria, secco 3 a 0 sul Carteria di Argelato. Si passa da un funambolico 3-5-2 ad un propositvo 4-4-2, per il vostro amato blogghettaro l'impiego in quattro partite è stato di 24 minuti...ma da considerare che l'illustre neo attaccante blauaranca “per viltade fece il gran rifiuto” ossia, schierato titolare, si tira indietro...dove andremo a finire...



  • lippi continua non convocare Cassano in nazionale e si incazza...ma da uomo come le palle, quale si considera, che lo ammettesse che non convoca Cassano perchè ha preso a sberle suo figlio nel continuo tentativo di portarlo alla GEA...



  • Ho visto api talmente grandi, che Moby Dick al confronto era una cacatina di mosca



  • ho visto il centenario del Bologna, e devo dire che non è stato niente male...nulla in confronto a quello nerazzurro...ma niente male davvero.



  • il nostro sponsor preferito ci ha imposto il coprifuoco sulle birre prima delle partite: “Si, ma se vi bevete tutte 'ste birre, grazie che perdete, adesso dopo la terza non ve ne do più!”


 

postato da: montelli alle ore 11:24 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 03 ottobre 2009
mor
questi piedi non sono prensili. sicuramente non è gattuso...
Non ha le scarpe... 
E' Seedorf!!!


Fotomortaggi da Oscar ©
postato da: montelli alle ore 11:06 | Permalink | commenti (4)
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sabato, 19 settembre 2009
azz...splinder mi ha cambiato l'interfaccia senza comunicarmi nulla...pcoo male...copio e incollo da

http://freedomforfans.wordpress.com/

C’era una volta la cara vecchia serie C1, sfide avvincenti in campi caldi e affollati, soprattutto durante i tanti derby che caratterizzavano la stagione della terza serie. Poi venne il calcio moderno e la composizione su base geografica dei gironi fu miseramente abbandonata: meno derby ma in compenso meno trasferte vietate.

Potenza-Ravenna, ultima sfida risalente al 1986 e, ovviamente, nessun problema tra le due tifoserie. Nonostante questo, arriva il divieto per la tifoseria ravennate per “carenze strutturali” dello stadio potentino. Stadio che in estate è stato sottoposto a lavori di adeguamento. Ma allora cosa manca al settore ospiti del Viviani? Pare che la “carenza strutturale” sia niente meno che il non funzionamento di una telecamera a circuito chiuso…

Delusi i ravennati, allibiti i potentini per questo ennesimo divieto imposto alle tifoserie ospiti ( la settimana precedente era toccato agli andriesi). Ma questa volta dalle parole si passa ai fatti. Sui siti delle due tifoserie sono tanti i supporters potentini che invitano i ravennati a seguire comunque la propria squadra, i giallorossi raccolgono l’invito e in 18 raggiungono il capoluogo lucano.

Questo il racconto di un ultras ravennate:

Ciao appena tornato da Potenza. I Lucani sono stati spettacolari nei nostri confronti davvero una cosa mai vista, al nostro arrivo ci hanno accolti con teglie di pizza innaffiate da abbondanti birre. Tutti ci salutavano tutti si presentavano e tutti facevano a gara per far gli onori di casa. L’ingresso è stato abbastanza tosto: fino al “tornello” nessun problema ma poi lì siamo stati intercettati dai dirigenti della questura… dove avete preso i biglietti, chi ve li ha venduti, non potete entrare, adesso mettetevi lì contro la recinzione che vediamo come fare… morale 30 min in riga stile auschwitz davanti all’ingresso con i potentini (anche vecchi dei distinti!) che insultavano i blù… secondo la polizia la trasferta era vietata e non era solamente chiuso il settore ospiti… in realtà non era assolutamente così! i potentini dopo aver minacciato il presidente di lasciare la loro curva vuota qualora non ci avessero lasciati entrare, han sbloccato la situazione in stallo… hanno accompagnato IL LORO PRESIDENTE al nostro cancello che è riuscito a mediare con i poliziotti. Al nostro ingresso è successa una cosa incredibile mai vista e penso mai successa nella storia: tutti gli spalti (tribuna, curva, distinti) si son alzati in piedi come entrasse il papa e ci hanno applaudito. Durante la gara nessun problema anzi più di una volta abbiamo scambiato chiacchiere con gente normalissima dei distinti che erano da noi incuriositi. All’uscita ci hanno offerto addirittura interi polli arrosto ed altri ettolitri di birra. Del risultato onestamente non me ne frega un cazzo mi interessa solo che 2 tifoserie mai viste e mai conosciute, in barba alle assurde decisioni arbitrarie basate su altrettanto assurde leggi, abbiano dato lezioni di civiltà a tutti quanti….

Una bellissima lezione di civiltà! La passione unisce ciò che la burocrazia divide!
postato da: montelli alle ore 13:46 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 10 settembre 2009

Come spesso capita, entro leggiadro come un rinoceronte, nella Feltrinelli in piazza di porta Ravegnana, ovvero sotto le due torri, dove naturalmente “perdo” la classica scommessa con me stesso: “dai che oggi riesco ad uscire senza prendere nulla”. Puntualmente esco con un paio di libri, questa è stata la volta di “Il maledetto United” di Peace David e “L' angelo dalla faccia sporca. Goal e guai di Valentín Angelillo” di Salvatori Dario. Ma il punto non è questo, mentre scorrevo il reparto di “letteratura sportiva" il mio sguardo cade dove campeggiava in primo piano, tra i più venduti, inserito nella miriade di volumi che celebrano il centenario del Bologna che ricorre in questo periodo, la bella faccia di Nicola Legrottaglie, AUTORE del capolavoro “Ho fatto una promessa, perchè la fede ha cambiato la mia vita”; come spiega lo stesso nel prologo nel suo autentico Best Sellers, OLTRE 50.000 COPIE VENDUTE, alla domanda «Chi sei?», risponde senza indugio: «Sono fratello Nicola, ho incontrato Gesù, leggo la Bibbia. Come calciatore, ha raggiunto l’apice della carriera nel 2003, quando è stato acquistato dalla società bianconera. Al trionfo in campo si è subito accompagnato il successo mondano, condito da larga fama, belle donne e tanti soldi. Tanto da diventare presto il “fighettino” con le mèches bionde e la fama di tiratardi. Fino a quando un incontro mi ha cambiato la vita: quello con Gesù, che mi ha fatto riscoprire la gioia di credere, di pregare e di vivere rispettando i comandamenti. La mia conversione diventa materia di gossip su tutti i giornali. Ma non mi curo delle voci e delle maldicenze, poiché devo mantenere una promessa fatta da bambino: avevo detto a Dio che, se mi avesse fatto arrivare in serie A, gli avrei reso testimonianza. È quello che ho deciso di fare raccontando in questo libro tutta la mai storia”.

questo è per voi, uomini senza fede.


postato da: montelli alle ore 13:09 | Permalink | commenti (16)
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venerdì, 04 settembre 2009


Caro Cipe,
non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.
Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.
Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.
Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.

 

Massimo Moratti
postato da: montelli alle ore 09:18 | Permalink | commenti
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